L'inchiesta
Gela, maxi blitz contro il traffico illecito di rifiuti: cinque indagati agli arresti domiciliari e sequestro della discarica pubblica
I carabinieri del Noe e del Reparto territoriale di Gela hanno registrato l'interramento di 10-12mila tonnellate di rifiuti
I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caltanissetta, distaccati a Gela, e del Reparto Territoriale di Gela, con il supporto dei Comandi territorialmente competenti e del 9° Nucleo Elicotteri di Palermo, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali emessa dal Gip del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia locale, nei confronti di cinque persone. Agli indagati - tra cui l'amministratrice Giovanna Picone - sono contestati, a vario titolo, i reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione non autorizzata di rifiuti. Il provvedimento recepisce gli esiti dell’inchiesta denominata "Pi-Greco", condotta dai Carabinieri del Noe e dal Reparto Territoriale di Gela tra l’agosto 2023 e l’aprile 2025.
Il gip ha stabilito i domiciliari anche per l'architetto Giuseppe Bellavia e l'ingegnere Salvatore Parlatore, e per i responsabili d'area del sito di conferimento, Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza. Nell'indagine è coinvolta anche una quarantina di dipendenti della società in house.
L’attività investigativa si è sviluppata attraverso intercettazioni, videosorveglianza, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, accertamenti amministrativi, acquisizioni documentali e il monitoraggio dei flussi di conferimento e trattamento presso la "Piattaforma integrata per la gestione dei rifiuti non pericolosi" in contrada Timpazzo, a Gela. Coordinata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta – Direzione Distrettuale Antimafia, e svolta anche con il contributo di ARPA Sicilia, l’indagine ha fatto emergere – nel corso dei controlli sul sito di contrada Timpazzo avviati dopo un precedente sequestro delle vasche disposto tra il 2021 e il 2022 in altro procedimento – una presunta attività illecita, strutturata e continuativa, nella gestione dei rifiuti urbani. Secondo l’ipotesi accusatoria, tale condotta sarebbe stata posta in essere da amministratori, responsabili tecnici, capisquadra e operatori della società "Impianti Srr Ato 4 Caltanissetta sud", in violazione della legge e delle prescrizioni contenute nell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), rilasciata con D.D.S. n. 2523 del 23 dicembre 2013 dall’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità – Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti. In particolare, sarebbe stato accertato che nella vasca "E" della discarica di contrada Timpazzo sarebbero stati conferiti, movimentati e poi interrati ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani indifferenziati senza i previsti cicli di trattamento, per un totale di almeno 1.200 presunte operazioni illecite di trasporto e scarico, pari a un volume complessivo stimato tra le 10.000 e le 12.000 tonnellate.
È emerso inoltre che la frazione organica proveniente dai Comuni consorziati, che avrebbe dovuto essere trattata all’interno dell’impianto, veniva spesso sversata direttamente in discarica senza il necessario processo di stabilizzazione volto ad abbassarne la temperatura, circostanza che avrebbe favorito il frequente innesco di incendi. Il Giudice per le Indagini Preliminari, ritenendo sussistente il quadro indiziario prospettato dalla Procura – DDA, ha disposto gli arresti domiciliari per cinque persone. Contestualmente, è stato ordinato il sequestro preventivo dell’azienda e delle quote societarie della Impianti Srr Ato 4 Caltanissetta Provincia Sud, alla quale è stata contestata la responsabilità amministrativa. Le ipotesi di reato sarebbero riconducibili agli organi apicali della società, nell’interesse della stessa e in assenza di adeguati modelli organizzativi idonei a prevenire fatti di analoga natura, con un vantaggio economico legato alla riduzione dei costi di gestione e smaltimento.
Il Gip ha inoltre nominato un commissario giudiziale per garantire la prosecuzione dell’attività di gestione dell’impianto.

