×

la guerra dell'acqua

Siciliacque smentisce Aica sui tagli: «Azione strumentale e pretestuosa»

Alta tensione tra la consortile e il gestore di sovrambito

22 Giugno 2026, 10:07

10:10

 Siciliacque smentisce Aica sui tagli: «Azione strumentale e pretestuosa»

La “guerra dell’acqua” tra Aica e Siciliacque si è trasformata, come prevedibile, anche in uno scontro sui numeri, sui dati e sulle reciproche posizioni pubbliche.

L’ultimo episodio, che si inserisce nel momento di tensione registratosi tra consortile e sovrambito dopo la decisione del secondo di ridurre la portata alla sola quantità effettivamente fatturata dalla società pubblica agrigentina, è solo dei giorni scorsi. Se alla fine la quantità fornita era infatti salita fino a 60 litri secondo, con l’impegno a portare questa soglia a 110 litri già a luglio (sforzo che la Regione ha “ripagato” versando in prospettiva un altro milione nelle casse della consortile per pagare la differenza), sul finire della scorsa settimana era scoppiato il caos.

Aica aveva infatti inviato una pesantissima diffida a Siciliacque, mettendo in oggetto gran parte delle istituzioni siciliane, con la quale accusava la società di cui è socia anche la regione di fornire 21 litri al secondo in meno rispetto ai 60 concordati. Un calo che, scrivevano dalla consortile, «assume particolare gravità in considerazione della perdurante crisi idrica che interessa il territorio, ma anche della natura essenziale del servizio pubblico gestito da Aica, dalle rilevanti ripercussioni sulle turnazioni idriche e sulla continuità del servizio, nonché in considerazione dei rischi sotto il profilo igienico-sanitario e dell'ordine pubblico».

Ma non solo: si accusava Siciliacque di aver «reiteratamente subordinato la disponibilità ad assicurare incrementi della fornitura idrica, richiesti da Aica per fronteggiare la grave crisi idrica alla definizione di controversie economiche», con una richiesta formale all'Autorità Garante della concorrenza e del mercato di attivarsi per «avviare una istruttoria nei confronti di Siciliacque per valutare se il diniego o la limitazione dell'accesso alla risorsa idrica di sovrambito, in assenza di alternative concorrenziali per il gestore, costituisca abuso di posizione dominante».

Già il giorno dopo, tuttavia, la presidente di Aica Danila Nobile aveva rassicurato sul fatto che la portata giornaliera era tornata regolare, attribuendo alla loro condotta il risultato, al punto da chiarire che la consortile avrebbe nuovamente agito in tal senso se fosse calata la fornitura. Tutto risolto? Insomma.

Perché appunto, nella guerra dei numeri, oggi è Siciliacque a sganciare la sua “bomba”, smentendo categoricamente Aica e spiegando che l’incremento della portata è «totalmente attivo secondo le portate e i dati operativi già comunicati dai tecnici». La comunicazione della consortile, quindi, «risulta, sotto ogni profilo, non rispondente alla realtà e non conforme ai principi di buona fede e correttezza». Un’azione quindi «strumentale e pretestuosa».

Sull’incremento della fornitura il sovrambito chiarisce inoltre che «ogni eventuale ulteriore incremento sia subordinato alla verifica delle condizioni di sostenibilità economico-finanziaria e alle determinazioni degli organi societari competenti a fronte della necessità di tutelare il servizio», equilibrio che appunto, come dicevamo, sarebbe stato trovato grazie alla collaborazione con la Regione.