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Comitini compie 399 anni: la storia di una piccola grande città nel cuore della Sicilia
Fondata il 23 giugno 1627, Comitini taglia oggi un traguardo straordinario. Il sindaco Luigi Nigrelli celebra le radici di una comunità indissolubilmente legata al Risorgimento e alla grande letteratura di Pirandello e Quasimodo
Oggi, 23 giugno 2026, la comunità di Comitini si specchia con orgoglio nel proprio passato e spegne ben 399 candeline. Quasi quattro secoli di sacrifici, duro lavoro nelle viscere della terra, tradizioni radicate e una fede incrollabile hanno plasmato i tratti somatici di questa realtà dell'entroterra siciliano. Una terra che, seppur piccola per coordinate demografiche e geografiche, si rivela immensa per il patrimonio storico, culturale e civile che custodisce gelosamente e che si prepara a traghettare verso lo storico traguardo del quadri-centenario, previsto per il prossimo anno.
«Celebrare i 399 anni di Comitini significa rendere omaggio a una storia straordinaria che appartiene a tutti noi», dichiara con profonda emozione il sindaco Luigi Nigrelli, alla guida della comunità. «Rappresenta le nostre radici e la nostra identità. Per me è un grande onore guidare questa comunità e spendermi ogni giorno per cercare di migliorarla, valorizzarla e far conoscere a tutti le sue vicende, che meritano di essere raccontate, studiate e vissute».
Comitini non è mai stata una semplice comparsa sul palcoscenico dell'Isola, bensì un'attrice protagonista che ha scritto pagine indelebili per la Sicilia e per l'intera nazione italiana. Per decenni, le sue miniere di zolfo sono state il cuore pulsante dell’economia del territorio e uno dei principali motori industriali della Sicilia intera, garantendo sostentamento e dignità a intere generazioni di famiglie di minatori.
Ma la ricchezza di questa terra non si misura solo in "oro giallo". Comitini è stata infatti un autentico crocevia intellettuale, capace di accogliere e ispirare, in diversi momenti della loro esistenza, due pietre miliari della letteratura mondiale e premi Nobel italiani: Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo. Accanto al fermento letterario si colloca la forte vocazione patriottica della comunità: la storia cittadina è indissolubilmente legata ai valori del Risorgimento e dell’Unità d’Italia. Fu qui che il Tricolore sventolò alto come simbolo supremo di riscatto, libertà e appartenenza nazionale, culminando nell’epopea della celebre "Breccia di Comitini" del 3 luglio.
Un percorso di civiltà, cultura e abnegazione che ha trovato il massimo e più prestigioso riconoscimento istituzionale il 19 dicembre 2018. In quella data, con apposito decreto firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Comune di Comitini è stato ufficialmente conferito il titolo di "Città". Un'onorificenza che riempie d'orgoglio i cittadini e nobilita la memoria storica di un popolo che ha contribuito con dedizione a costruire l'Italia.
«Il Tricolore non è soltanto una bandiera: è la storia di un popolo», prosegue il primo cittadino Nigrelli, ribadendo l'impegno dell'Amministrazione nel tramandare questi valori alle nuove generazioni. «Il verde della speranza, il bianco della fede e il rosso del sacrificio rappresentano ideali che devono continuare a guidare il nostro cammino. Lavoriamo affinché grandi e piccoli conoscano e amino la nostra storia».
A causa di imprevisti e inderogabili impegni istituzionali della giunta, i festeggiamenti ufficiali legati a questa importante ricorrenza e alle celebrazioni della "Breccia di Comitini" (inizialmente previsti per il 3 luglio) sono stati posticipati al prossimo 22 luglio. Sarà quella la cornice ideale per una grande giornata di festa, condivisione e memoria collettiva, in cui la comunità intera si riunirà per soffiare sulle 399 candeline e guardare unita verso il prestigioso traguardo dei 400 anni.