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la sentenza

Lavori fantasma e ombre sui clan, il Cga: via i contributi europei all'impresa agricola

Respinto l'appello di un'associazione di imprese del comparto. La Regione Siciliana ordina il recupero immediato di oltre 370.000 euro già erogati

23 Giugno 2026, 11:13

11:21

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Dovranno restituire il 50% delle risorse che avevano già ricevuto per un importante investimento nel settore agricolo. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha confermato in via definitiva la revoca di un ingente finanziamento pubblico destinato a un'Associazione temporanea di scopo del comparto.

La sentenza, depositata a giugno 2026, respinge l'appello del legale rappresentante dell'ATS e convalida la pronuncia del Tar Palermo. Oggetto del contenzioso è il decreto dell'Assessorato regionale dell'Agricoltura che ha annullato un contributo di oltre 672.000 euro, concesso nell'ambito del Programma di sviluppo rurale della Sicilia. L'amministrazione ha ordinato il recupero delle somme erogate a titolo di anticipazione, che insieme alla cauzione superano i 370.000 euro.

Il provvedimento di revoca della Regione Siciliana poggia su due motivazioni principali. La prima è l'informativa interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Agrigento a carico di una delle ditte individuali dell'associazione. Il secondo motivo riguarda il grave ritardo nell'esecuzione degli investimenti. Nel valutare una terza richiesta di proroga dei termini, i sopralluoghi dei tecnici hanno rivelato che gli interventi reali erano fermi appena al 10% del totale, a fronte del 25% dichiarato dall'impresa. Tali opere consistevano solo in attività preliminari di cantiere, come lo spietramento e la sistemazione del terreno. In sede di appello la difesa ha sostenuto che la revoca avrebbe dovuto colpire solo la ditta interdetta e che fossero in corso le pratiche per sostituirla.

I giudici hanno però respinto la tesi, evidenziando che la variazione societaria non era mai stata formalmente comunicata all'amministrazione regionale procedente. Inoltre, una perizia tecnica prodotta per dimostrare la consistenza dei lavori ne ha invece confermato l'estrema precarietà, descrivendo opere superficiali e in gran parte già dirute dagli agenti atmosferici.