la truffa
Finti carabinieri al telefono per derubare un'anziana: il vicino dà l'allarme e scatta la trappola. Tre arrestati ad Agrigento
La banda, proveniente dalla provincia di Catania, aveva inventato una finta rapina per farsi consegnare l'oro. I militari si sono appostati in abiti civili bloccando i malviventi
Si erano finti carabinieri per farsi consegnare tutti i gioielli, inventando una finta rapina e un'indagine inesistente. Ma la truffa ai danni di un'anziana signora di Agrigento è fallita grazie al tempestivo intervento dei carabinieri, quelli veri, che hanno teso una trappola ai malviventi e li hanno arrestati in flagranza di reato. In manette sono finiti tre trasfertisti provenienti dal Catanese: due maggiorenni e un minorenne.
La svolta dell'operazione è arrivata grazie al senso civico di un cittadino. Il vicino di casa della vittima, insospettito dalla strana e concitata telefonata ricevuta dall'anziana donna, ha capito immediatamente il pericolo e ha allertato il numero di emergenza dell'Arma. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Agrigento, supportati dai colleghi della locale stazione, si sono attivati in pochissimi minuti.
La tecnica utilizzata dai truffatori ricalca un copione ormai tristemente noto, ma drammaticamente efficace sulle fasce deboli. Al telefono, i finti militari dell'Arma avevano spiegato alla donna che il padre era rimasto coinvolto in una rapina commessa con un'auto a lui intestata. Per "scagionarlo", la vittima avrebbe dovuto consegnare diversi monili in oro a un incaricato, affinché gli investigatori potessero confrontarli con la refurtiva. Una messinscena architettata nei minimi dettagli.
Una volta appreso che il tentativo di truffa era ancora in corso, i carabinieri hanno raggiunto l'edificio e hanno organizzato un mirato servizio di osservazione, mimetizzandosi anche in abiti civili sul pianerottolo e attorno al palazzo. Non appena uno dei presunti autori si è presentato alla porta della vittima per ritirare i gioielli, i militari sono usciti allo scoperto. Il giovane ha tentato una disperata fuga per sottrarsi al controllo, ma è stato prontamente bloccato. Negli stessi istanti, un'altra aliquota di carabinieri ha individuato e fermato l'auto d'appoggio ferma a poca distanza, bloccando i due complici che attendevano a bordo.
Dopo le formalità di rito, i tre indagati sono stati posti a disposizione delle competenti autorità giudiziarie. I due maggiorenni sono stati trasferiti presso la casa circondariale "Pasquale Di Lorenzo" di Agrigento, mentre il minorenne è stato scortato all'istituto penale per i minorenni "Malaspina" di Palermo.