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Impianti sportivi nell'Agrigentino, il grande fallimento dell'atletica: zero piste omologate

Dallo storico declino di Villaseta alla struttura mai completata dello stadio Gurrera di Sciacca. Quarant'anni di promesse tradite, incuria amministrativa e occasioni sprecate

24 Giugno 2026, 15:17

15:20

Impianti sportivi nell'Agrigentino, il grande fallimento dell'atletica: zero piste omologate

La provincia di Agrigento è un territorio che da decenni parla di sport, di giovani, di inclusione, di rilancio sociale. Ma solo a parole.

Quando si passa dai proclami ai fatti, la realtà è impietosa: non esiste una sola pista di atletica leggera omologata per ospitare gare ufficiali.

Un’intera provincia, 400 mila abitanti, costretta a correre sull'asfalto delle gare podistiche cittadine, che pure sono ogni anno numerose.

Eppure, Agrigento e Sciacca avevano avuto due strutture che, all’epoca, rappresentavano l’avanguardia siciliana. Due impianti che avrebbero potuto diventare poli sportivi di riferimento e che invece sono diventati simboli di spreco, abbandono e incapacità amministrativa.

Il caso più clamoroso è quello di Villaseta, inaugurato nel settembre 1980 con un incontro internazionale tra le nazionali femminili di Italia e Finlandia. In pista c’erano Sara Simeoni, Gabriella Dorio, atlete olimpioniche che fecero brillare il tartan nuovo di zecca. Quella pista avrebbe dovuto essere il cuore dell’atletica agrigentina. È diventata, invece, un relitto urbano: erbacce, crepe, recinzioni divelte, spogliatoi inutilizzabili. Decenni di incuria hanno cancellato ogni traccia di ciò che era stato immaginato. Oggi Villaseta è un impianto fantasma, un monumento al degrado che racconta la distanza tra le promesse e la realtà.

Storia diversa ma stesso epilogo per la pista di Sciacca, all’interno dello stadio Gurrera. Realizzata a metà anni Ottanta, inaugurata nel novembre 1989, avrebbe dovuto ospitare eventi regionali e nazionali. Non è mai stata omologata. Le curve non sono mai state aperte, le attrezzature per i lanci non sono mai state acquistate, le gare ufficiali non sono mai arrivate.

Da oltre trent’anni, la pista è stata usata solo per allenamenti e attività amatoriale, mentre le amministrazioni si concentravano sul calcio. Un impianto nato con ambizioni importanti, ma mai messo nelle condizioni di funzionare davvero.

Due storie parallele che convergono in un’unica verità: la provincia di Agrigento ha costruito impianti senza programmazione, li ha lasciati degradare, non ha investito nella manutenzione, non ha colto le opportunità di sviluppo.

E oggi, mentre l’atletica italiana vive una stagione d’oro, Agrigento non può ospitare una gara federale.

Domani scade il bando nazionale Sport e Periferie 2026, che finanzia interventi per inclusione sociale, rigenerazione urbana e impianti sportivi. È un’occasione che il territorio dovrebbe sfruttare.

Ad Agrigento, l’amministrazione Miccichè aveva predisposto un progetto di fattibilità, mai finanziato. Oggi potrebbe essere ripresentato, ma la nuova amministrazione deve correre contro il tempo.

A Sciacca, invece, il Comune ha scelto di candidarsi. Se finanziata, la pista del Gurrera diventerebbe finalmente moderna, sicura, omologata. E diventerebbe la pista dell’intera provincia, colmando un vuoto che dura da quarant’anni.

Se anche questa occasione andrà persa, la responsabilità sarà chiara. E non ci sarà più spazio per alibi.