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"Basta leader padroni, ridateci le preferenze": da Agrigento parte la rivolta dei cittadini contro i parlamentari nominati

Venerdì 26 giugno scatta il flash mob davanti alla Prefettura. Il portavoce Carmelo Sgarito: "Le istituzioni appartengono al popolo sovrano, vogliamo scrivere nome e cognome sulle schede"

24 Giugno 2026, 15:28

15:30

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Carmelo Sgarito

Dalle colonne doriche della Valle dei templi, dove l'antica polis greca faceva dell'agorà il cuore pulsante della democrazia diretta, si alza oggi un grido di protesta che punta dritto ai palazzi del potere romano. Sotto lo slogan «Io voglio scegliere», un gruppo spontaneo di cittadini guidato dal dottor Carmelo Sgarito ha deciso di rompere il silenzio e di lanciare un durissimo messaggio bilaterale alla classe dirigente nazionale, senza distinzioni tra governo e opposizione. L'obiettivo è chiaro: liberare la Camera e il Senato dall'ostaggio dei leader di partito e restituire al popolo sovrano il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti scrivendone, finalmente, nome e cognome sulla scheda elettorale.

La mobilitazione scatterà ufficialmente questo venerdì 26 giugno, dalle ore 17:45 alle 20:00, con un flash mob e un sit-in pacifico davanti al palazzo della Prefettura di Agrigento. Una manifestazione che gli organizzatori definiscono di civiltà democratica, rigorosamente trasversale e priva di bandiere o simboli di partito: solo la voce libera e autentica della gente che rifiuta lo status di suddito per rivendicare quello di cittadino sovrano.

L'atto d'accusa dei promotori affonda le radici in oltre vent'anni di leggi elettorali che hanno sradicato il principio di rappresentatività territoriale. Il documento firmato da Sgarito elenca con ironia e amarezza i paradossi storici dei candidati paracadutati dall'alto nei collegi siciliani: dai parlamentari liguri o milanesi eletti nell'isola, fino alle gaffe storiche di chi, nominato a Marsala, arrivò a ringraziare i cittadini di un'ipotetica "Marsala del Vallo", confondendola grossolanamente con la vicina Mazara. Viene citato anche il caso emblematico di Stefania Craxi, definita «acerrima nemica delle preferenze», accusata dal comitato di non aver speso una sola parola né effettuato una visita istituzionale in occasione della drammatica frana di Niscemi, comune ricadente proprio nel suo collegio elettorale.

«Prendono i voti e vanno via» – attacca Carmelo Sgarito – e poi fanno finta di lamentarsi per l'astensionismo. In realtà sono lacrime di coccodrillo: sono proprio questi individui calati manu militari dai partiti ad allontanare la gente dalle urne. Secondo il comitato, il rigetto di massa per la politica favorisce il gioco dei partiti, a cui l'alto astensionismo conviene, poiché permette loro di occupare comunque gli scranni parlamentari calpestando la dignità degli italiani.

Il sit-in di Agrigento non vuole essere un episodio isolato, ma l'inizio di una protesta destinata a diffondersi a macchia di leopardo in tutta Italia. Se il sistema elettorale non verrà modificato restituendo la parola ai cittadini, il movimento si dice pronto a invitare gli italiani a disertare in massa le urne, ventilando inoltre la futura nascita di un nuovo soggetto politico provocatorio: il partito "Io scelgo, non obbedisco". Venerdì sera, davanti alla Prefettura, la parola tornerà alla piazza.