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crisi idrica

Trasporto acqua: tariffe improponibili. E spuntano i furbetti delle seconde case

Utenti segnalano anche delle autobotti abusive che consegnano di notte per schivare i controlli delle Forze dell’ordine. Il sistema necessita di ulteriori interventi

24 Giugno 2026, 19:26

19:30

 Trasporto acqua: tariffe improponibili. E spuntano i furbetti delle seconde case

In provincia di Agrigento sono ogni giorno migliaia le famiglie che vivono in queste settimane una situazione paradossale: abitano in zone non servite dalla rete idrica o dove la rete idrica c'è ma non un regolare approvvigionamento idrico. Ed affrontano gravissimi disagi nell'usufruire di un servizio sostitutivo. Il nuovo sistema, dopo la proroga approvata dall’Ati Ag9 e ratificata dai sindaci, introduce a tutti l'obbligo di contrattualizzarsi e dovrebbe garantire rifornimenti regolari, tariffe chiare e procedure trasparenti. Ma la realtà è che le autobotti non bastano, i tempi di fornitura sono lunghi, i costi esplodono e il disagio si trasforma in esasperazione.

La situazione che ci raccontano tanti utenti è drammatica: le autobotti disponibili, quelle di Aica, dei Comuni e della Protezione civile, ma anche quelle dei privati convenzionati, sono troppo poche per coprire un territorio vasto e frammentato. Con l’estate ormai arrivata e con migliaia di famiglie che si trasferiscono nelle seconde case non servite da condotta, il sistema è in affanno. A luglio e agosto rischia di collassare.

Le nuove regole impongono agli utenti di stipulare un secondo contratto per chi ha casa al mare o in campagna, o un primo contratto per chi vive stabilmente in abitazioni non raggiunte dalla rete. Finora molti si rivolgevano ai privati, pagando il trasporto a prezzi sostenibili. Oggi, invece, il quadro è cambiato: il costo del trasporto resta interamente a carico dell'utente, mentre l’acqua viene fatturata da Aica. Le tariffe sono accettabili solo se si riesce a ottenere un mezzo del gestore, 50 euro fino a 80 metri cubi, 80 euro fino a 120, ma diventano proibitive se si è costretti a chiamare un privato convenzionato: «Mi hanno chiesto 120 euro solo per il trasporto – racconta un cittadino che ha regolarmente stipulato un contratto – a cui si aggiunge il costo dell’acqua. Non posso permettermi una spesa del genere ogni settimana». Gli abbiamo suggerito di richiedere un’autobotte Aica a costi inferiori, ma i tempi di attesa sono lunghissimi. E siamo solo a giugno. Il risultato è un cortocircuito perfetto: chi segue le regole rischia di restare senz'acqua perché non può permettersi certi costi.

E poi c’è chi cerca scorciatoie. Non mancano infatti segnalazioni di utenti che forniscono ai trasportatori privati il codice della prima utenza (regolarmente registrata) per farsi portare l’acqua nella casa di villeggiatura sprovvista di contratto. O autobotti abusive che circolano di notte per schivare i controlli della Forze dell’ordine.

Il sistema automatizzato di richieste, la tracciabilità obbligatoria, la contrattualizzazione delle utenze: tutto corretto, tutto necessario. Ma senza mezzi, senza personale, senza una logistica adeguata, con continui guasti alle condotte, la legalità rischia di diventare un ostacolo invece che una garanzia. Aica ribadisce ogni giorno di operare «nel pieno rispetto della legalità, della trasparenza e della tutela del servizio pubblico essenziale», ma la distanza tra principi e realtà è evidente. La società consortile non sembra avere, oggi, gli strumenti per reggere l'urto della domanda estiva.

Il rischio è quello di un’emergenza sociale senza precedenti, con migliaia di famiglie che potrebbero restare senz'acqua per giorni. E non per mancanza di risorsa, ma per mancanza di mezzi per distribuirla. Aica sta tentando di correre ai ripari acquistando nuove autobotti, ma i tempi tecnici non coincidono con l’urgenza del territorio. Il sistema introdotto dalla nuova governance è regolato, normato, digitalizzato, ma rischia di implodere proprio mentre dovrebbe garantire equità e trasparenza. E se non si interviene subito, con mezzi, personale e una pianificazione straordinaria, il collasso sarà una certezza.