la sentenza
Aggressione alla troupe del Tg1 a Lampedusa: la Corte d'appello conferma la condanna per De Battista
Confermato anche il risarcimento dei danni per l'inviato Lorenzo Santorelli, la Rai e il sindacato Usigrai
La libertà di stampa non può essere calpestata, e la giustizia lo ha ribadito anche in secondo grado. La terza sezione penale della Corte d'appello di Palermo ha confermato integralmente la sentenza di condanna a sette mesi di reclusione emessa il 10 dicembre 2024 dal Tribunale di Agrigento nei confronti di Domenico De Battista, trentenne originario di Lampedusa.
I fatti risalgono al 4 luglio del 2023, una giornata drammatica per l'informazione del servizio pubblico. L'inviato del Tg1, Lorenzo Santorelli, si trovava sull'isola per documentare la complessa realtà del fenomeno migratorio quando, insieme ai componenti della sua troupe televisiva, venne brutalmente aggredito da un gruppo di persone. Secondo quanto accertato dai magistrati, De Battista agì in concorso con altre dieci persone che, purtroppo, sono rimaste tutt'oggi ignote.
La decisione dei giudici d'appello non si limita alla pena detentiva. Il trentenne lampedusano è stato infatti condannato al risarcimento dei danni subiti dal giornalista Lorenzo Santorelli, dalla Rai e dall'Usigrai (il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico), che si erano costituiti parte civile nel processo per difendere la dignità e la sicurezza della professione. De Battista dovrà inoltre farsi carico della refusione delle spese legali e delle spese generali sostenute dalle parti civili. Una sentenza che mette un punto fermo su una brutta pagina di cronaca, riaffermando il diritto-dovere di informare senza rischiare la propria incolumità.