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La sanità del futuro entra in casa: ad Agrigento la telemedicina per 700 anziani
Tre obiettivi prioritari guidano il piano strategico: prevenire il declino cognitivo, garantire la regolarità delle terapie e combattere l'isolamento sociale
Curare a domicilio le fasce più fragili della popolazione, abbattendo le barriere geografiche e sfruttando le potenzialità della tecnologia avanzata. L'Azienda sanitaria provinciale di Agrigento si proietta nel futuro e si prepara a partecipare alla sperimentazione nazionale dedicata ai servizi di telemedicina per i grandi anziani. Il programma, promosso dall'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) nell'ambito della Missione 6 del Pnrr, punta a rivoluzionare l'approccio assistenziale sul territorio attraverso strumenti digitali e modelli innovativi di presa in carico.
I destinatari: una platea di fragili
Il progetto si rivolge nello specifico a persone con almeno 80 anni di età e affette da almeno una patologia cronica. Nel territorio agrigentino la platea individuata sfiora gli oltre 700 grandi anziani. Per loro è stato disegnato un percorso assistenziale integrato basato su telemonitoraggio, teleassistenza e servizi di prossimità, il tutto gestito in stretta e costante sinergia con i medici e i professionisti sanitari dell'Asp. Un'iniziativa nata sotto la spinta del management Capodieci e concretizzata grazie al lavoro dello staff della Direzione strategica.
Gli obiettivi: non solo salute, ma anche contrasto all'isolamento
La sperimentazione mira a migliorare concretamente la qualità della vita dei pazienti più vulnerabili attraverso tre pilastri prioritari: prevenire il deterioramento cognitivo, favorire una corretta aderenza alle terapie farmacologiche e, non ultimo, contrastare l'isolamento sociale. Si tratta di tre condizioni critiche che incidono pesantemente sul benessere psicofisico e sui livelli di autonomia della popolazione anziana.
Il commento del direttore: «Tecnologia al servizio dell'empatia»
«L'adesione a questo progetto rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rafforzamento dell'assistenza territoriale», ha dichiarato con fermezza il direttore generale facente funzioni dell'Asp di Agrigento, Raffaele Elia. «La telemedicina non sostituisce il rapporto umano tra il paziente e gli operatori sanitari, ma lo rende ancora più efficace. Ci permette infatti di seguire con continuità i cittadini più fragili direttamente nelle loro abitazioni e di intervenire tempestivamente in caso di necessità».
Il cronoprogramma della sperimentazione
Il progetto pilota avrà una durata complessiva di 18 mesi e si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione e innovazione della sanità territoriale previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nelle prossime settimane l'azienda sanitaria agrigentina avvierà le procedure organizzative e l'esatta individuazione dei 700 beneficiari. Le strutture territoriali e i medici di medicina generale saranno pienamente coinvolti per far scattare le operazioni in linea con i tempi dettati dal cronoprogramma nazionale.