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Utilizzo aree del Demanio marittimo, Comuni costieri ancora senza regole

Situazione desolante e imbarazzante nell'Agrigentino: nessuno ha ancora adottato il Piano

01 Luglio 2026, 21:25

21:30

«A Giardini Naxos l’interesse che prevale è solo quello economico»

La Regione Siciliana ha aggiornato il monitoraggio dei Piani di Utilizzo delle Aree del Demanio Marittimo (PUDM), fotografando con precisione lo stato di avanzamento dei Comuni costieri.

Il quadro che emerge per la provincia di Agrigento è quello di un territorio in forte ritardo, con diverse città ancora prive di un piano e altre ferme nelle fasi preliminari della procedura ambientale.

Una conferma delle difficoltà degli enti locali ade adeguarsi alle normative ed a sviluppare una programmazione.

I piani dei Comuni di Cattolica Eraclea, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Porto Empedocle, Ribera e Siculiana risultano ancora “da redigere”, condizione che indica l’assenza totale del PUDM.

Una situazione che espone i Comuni a limiti operativi nella gestione delle aree costiere, dalla regolamentazione dei lidi alla pianificazione dei servizi turistici.

Altri centri, Licata, Palma di Montechiaro e Realmonte, sono invece “in corso di prevalutazione”, fase preliminare della VAS (Valutazione Ambientale Strategica), obbligatoria per la formazione dei piani.

Solo Sciacca risulta “prevalutato”, ma non è stato ancora approvato dal consiglio comunale, mentre Agrigento e Menfi hanno avviato la procedura VAS in “fase di scoping” con pareri del Comitato Tecnico Scientifico già acquisiti.

Il decreto regionale dello scorso 25 giugno conferma l’aggiornamento del monitoraggio e la pubblicazione degli atti sul Portale Demanio Marittimo.

La disciplina dei PUDM, lo ricordiamo, discende dalla normativa sul demanio marittimo e dalle procedure di VAS previste nel /2006 e recepite dalla legge regionale siciliana. In particolare, l'articolo 12 verifica di assoggettabilità alla VAS; l'articolo 13 la fsse di scoping e redazione del Rapporto Ambientale; l'articolo 15 la procedura completa di VAS.

L’aggiornamento regionale si collega al decreto del l 9 aprile 2026, che avvia la formazione del PUDM regionale, quadro di riferimento cui i comuni devono allinearsi.

La fotografia amministrativa mostra una provincia in cui solo Sciacca è realmente avanti, mentre la maggior parte dei comuni agrigentini non ha ancora avviato la redazione del piano. Un ritardo che pesa sulla gestione delle coste, sulla programmazione turistica e sulla capacità di attrarre investimenti.

E' bene ricordare che la maggior parte dei 120 comuni costieri siciliani è gravemente in ritardo con l'adozione a causa di lungaggini burocratiche e iter bloccati. I piani definitivi sono stati approvati solo in una minima parte dei territori isolani.