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la sentenza

Niente scudo del fondo patrimoniale per la casa all'asta: il Tribunale di Agrigento dà ragione alla banca

Due coniugi avevano provato a salvare i propri immobili dopo il crollo del prezzo a base d'asta. Il tribunale applica i principi della Cassazione e tutela le ragioni dell'istituto di credito creditore

02 Luglio 2026, 11:19

11:20

Mutuo irregolare, debito azzerato: la sentenza choc che batte il colosso bancario

L'avvocato Salvatore Broccio

Il fondo patrimoniale non può diventare un salvagente per evitare il pignoramento dei beni se non si dimostra che i debiti contratti non c'entrano nulla con i bisogni della famiglia. Lo ha stabilito il Tribunale di Agrigento con una recente sentenza (n. 1070 del 2026), respingendo il ricorso di due coniugi che tentavano di bloccare la vendita all'asta delle proprie case.

La vicenda giudiziaria affonda le sue radici nel 2012. I due coniugi, in qualità di soci di una società di persone, avevano accumulato un pesante debito con un noto istituto di credito, senza mai saldarlo. Di fronte all'insolvenza, la banca ha avviato la procedura di pignoramento immobiliare, e le abitazioni della coppia sono finite all'asta.

Il tentativo di bloccare le vendite Dopo diversi tentativi di vendita e il conseguente crollo del prezzo d'asta dei beni, i debitori, nel timore concreto di perdere definitivamente le proprietà, hanno giocato l'ultima carta: presentare un'opposizione formale per chiedere il blocco delle procedure. La tesi difensiva della coppia si basava sul fatto che quegli immobili non potessero essere toccati poiché inseriti in un fondo patrimoniale familiare, una misura pensata dalla legge proprio per tutelare i beni destinati alle necessità del nucleo familiare.

Tuttavia, nel corso della causa, la difesa della banca – affidata all'avvocato Salvatore Broccio – ha ribaltato la situazione. Il legale ha richiamato i più recenti orientamenti della Corte di cassazione e le regole del Codice civile, secondo cui spetta ai debitori l'onere di dimostrare, con prove precise, che il prestito bancario era stato ottenuto per scopi totalmente estranei alle esigenze della famiglia. Una prova che la coppia non è riuscita a fornire.

Il giudice ha accolto integralmente la tesi dell'avvocato Broccio, confermando la piena legittimità dei pignoramenti e ordinando la prosecuzione delle aste giudiziarie.

La dichiarazione del legale Il verdetto rappresenta un punto fermo importante nel rapporto tra banche e clienti. A tal riguardo commenta l'Avv. Salvatore Broccio: "si tratta di un importantissimo principio a tutela degli Istituti di credito che spesso si trovano a concedere prestiti a clienti insolventi che invocano scuse infondate per non rientrare nelle posizioni debitorie, in quanto è stato riconosciuto il diritto al pignoramento dei beni appartenenti anche al fondo patrimoniale familiare."