il report
Quasi 2.800 sbarcati a giugno: in un anno calano gli arrivi ma 1.400 morti nel Mediterraneo
Lampedusa al 56% degli sbarchi; Libia primo paese di partenza, il 19% dei migranti è costituito da minori non accompagnati
Quasi 2.800 migranti sono sbarcati a giugno, in calo del 10% rispetto al mese precedente.
Dall'inizio dell'anno il totale sale a 14.388, con una flessione del 30% rispetto al 2025.
Lo attestano i dati dell'Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), secondo cui il 56% degli arrivi ha interessato Lampedusa.
Sul fronte delle vittime e dei dispersi, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) stima che nei primi sei mesi del 2026 siano 1.400 le persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo, il 62% delle quali lungo la rotta centrale.
Da gennaio, la Libia è il principale Paese di partenza, all'origine dell'83% degli sbarchi verso l'Italia; seguono Algeria e Tunisia con un complessivo 8%.
Quanto alle nazionalità di origine, tra gennaio e giugno il 30% dei migranti proviene dal Bangladesh, l'11% dalla Somalia e il 10% dal Sudan.
Nel medesimo periodo, precisa ancora l'Unhcr, i minori non accompagnati costituiscono il 19% di tutti gli arrivi via mare.
Tra gennaio e giugno 2026, il 22% delle persone è stato soccorso nel Mediterraneo dalle organizzazioni non governative.