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l'inchiesta

Il giallo del viadotto Akragas, cantiere sequestrato a tarda sera: la Procura di Agrigento ordina l'autopsia

Il procuratore Giovanni Di Leo coordina gli accertamenti sul perimetro dei lavori. Disposto l'esame sul corpo dell'operaio per chiarire l'origine di alcune fratture al cranio e la posizione anomala in cui è stato rinvenuto il cadavere

08 Luglio 2026, 09:22

09:30

Il giallo del viadotto Akragas, cantiere sequestrato a tarda sera: la Procura di Agrigento ordina l'autopsia

Un cantiere blindato dai sigilli, un fascicolo per fare luce su una morte avvolta dal mistero e il lavoro degli specialisti per verificare il rispetto delle norme di sicurezza in una giornata di caldo torrido. All’indomani del ritrovamento del corpo senza vita di Gerlando Brucceri, l’operaio agrigentino di 53 anni rinvenuto ieri pomeriggio sul viadotto Akragas, l’attenzione degli inquirenti si sposta sulla macchina delle indagini e sul blocco totale dei lavori di recupero della strategica arteria che collega Agrigento a Porto Empedocle.

Il procuratore capo di Agrigento, Giovanni Di Leo, ha disposto il sequestro penale immediato dell’area di cantiere compresa tra via Petrarca e l’imbocco per via Dante. I sigilli sono stati apposti a tarda sera dai carabinieri della Stazione cittadina, guidati dal luogotenente Cesare Imbrici. Un atto dovuto e necessario per cristallizzare lo stato dei luoghi ed eseguire i rilievi tecnici senza alterazioni.

Se in un primo momento una nota ufficiale di Anas aveva ipotizzato un improvviso malore al termine del turno di lavoro, con l'operaio trovato privo di sensi su una pedana metallica, i successivi riscontri medico-legali hanno aperto scenari ben più complessi. Le prime indiscrezioni parlano di fratture al cranio e di una posizione “anomala” del cadavere, difficilmente compatibile con una semplice caduta da un’altezza di circa tre metri o con un collasso da calore, nonostante il termometro segnasse oltre 32 gradi al momento della tragedia.

Per fare totale chiarezza, la Procura disporrà nelle prossime ore l’esame autoptico, che stabilirà l'esatta causa del decesso e l'eventuale nesso causale con le mansioni svolte. Parallelamente ai militari dell'Arma, sul posto sono entrati in azione gli ispettori dello Spresal (Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’Asp di Agrigento. I tecnici dovranno passare al setaccio i turni, le direttive aziendali impartite alla vittima e l'effettivo utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, a partire dal casco e dalle cinture di sicurezza obbligatorie. L’inchiesta dovrà stabilire se si sia trattato di una tragedia della fatalità o dell'ennesimo, drammatico incidente sul lavoro.