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crisi idrica

Sprechi d'acqua e diffide ignorate: il Comune mette Aica sotto accusa

Un voluminoso dossier svela decine di interventi mai eseguiti da Aica nonostante i solleciti di Palazzo dei Giganti. Ora l'ente valuta azioni legali e ordinanze urgenti, mentre si studia un'app per la tracciabilità delle segnalazioni dei cittadini

08 Luglio 2026, 09:33

Sprechi d'acqua e diffide ignorate: il Comune mette Aica sotto accusa

Il Comune chiedeva, ma nessuno ascoltava. E il Municipio, poi, non si occupava di richiamare all’ordine.

I casi sono numerosi, sicuramente alcune decine: perdite idriche e a volte fognarie che a lungo sono state oggetto di diffide – a volte reiterate - firmate da Palazzo dei Giganti e rivolte ad Aica senza che però si sia mai provveduto ad intervenire per riparare. Atti ufficiali per mesi ignorati, con fiumi d’acqua – non sempre limpida – dispersa nel sottosuolo con danni alla viabilità, a volte alle proprietà private e, certamente, alla tutela del bene pubblico.

La questione è emersa nella sua scandalosa drammaticità nei giorni scorsi, quando il neo-assessore comunale all’Acqua e Rifiuti Giuseppe Riccobene ha chiesto ai suoi uffici di fornirgli l’elenco delle diffide formulate dal Comune nei confronti del gestore del servizio idrico integrato, ricevendo in risposta un voluminoso carpettone pieno zeppo di problemi segnalati, interventi richiesti e lavori mai eseguiti.

Le motivazioni addotte dalla società pubblica sono state numerose: soprattutto la mancanza di risorse economiche e di una ditta a disposizione per fare i lavori, dato che – ad Agrigento come altrove – le imprese di costruzioni e similari hanno smesso di concedere credito ad Aica.

La conseguenza è che per mesi l’acqua si è sprecata sistematicamente alla luce del sole, mentre le “lapazze” fiorivano a destra e a manca. Dopo la ricognizione, adesso, gli uffici stanno procedendo a individuare le responsabilità e, soprattutto, a mettere in campo una programmazione trasparente degli interventi, secondo precise priorità condivise tra il gestore e il Comune. Secondo quanto trapela, si starebbe valutando l’adozione di un’applicazione per fare le segnalazioni da parte dei cittadini che poi possa permettere una tracciabilità di quanto fatto (e non fatto) in modo diretto e trasparente ma soprattutto permetta poi all’Ente di monitorare quanto avviene. Questo non risolve però l’aspetto burocratico della vicenda per quanto riguarda il recente passato: il Comune dovrà adesso valutare il da farsi, se agire in danno ad Aica o firmare delle ordinanze che costringano il gestore ad agire per sicurezza e salute pubblica.

Intanto, proprio ieri, sui suoi canali social Riccobene ha pubblicato un post sul tema che lascia intendere come la musica ... sia cambiata.

“Questo non è un fenomeno naturale, o un dissesto di natura geologica. Non è neppure uno scavo archeologico. È una perdita idrica, in H24, che da tempo (troppo) disperde acqua (tanta), denaro pubblico (tantissimo), e pazienza residua dei cittadini (tutta) – scrive a corredo della foto di una profonda buca in viale Sicilia a Fontanelle -. Il Comune di Agrigento, prima con la freddezza burocratica delle diffide, e oggi anche con i modi garbati del Sindaco e della Giunta, chiede alla propria partecipata AICA di intervenire, e di farlo secondo precise priorità, calendari, logica, buona tecnica e buon senso che, in questi anni, si sono visti poco.

Sia chiaro, a tutti: quando chiediamo l’aumento delle portate a Siciliacque, quell’acqua potabile possiamo e dobbiamo portarla a casa dei cittadini, nella maggior misura possibile”.