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il giallo delle assenze

Campobello di Licata, il Tar congela la decadenza di Giovanni Gioacchino D'Angelo: stop alla surroga in Consiglio comunale

Il Comune incassa una battuta d'arresto dopo essersi costituito per chiedere il rigetto del ricorso

08 Luglio 2026, 11:15

11:21

Campobello di Licata, il Tar congela la decadenza di Giovanni Gioacchino D'Angelo: stop alla surroga in Consiglio comunale

Resta al suo posto Giovanni Gioacchino D’Angelo, consigliere d'opposizione del Comune di Campobello di Licata. La prima sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia ha accolto la domanda cautelare presentata dall'esponente di minoranza, sospendendo gli effetti della delibera con cui la maggioranza consiliare ne aveva dichiarato la decadenza per tre assenze consecutive. Fermati anche tutti i successivi atti legati alla surroga che avrebbero dovuto portare in aula la prima dei non eletti, Patrizia Amato.

La battaglia legale ha radici a metà maggio, quando l'aula ha votato il provvedimento punitivo contro D’Angelo. Una scelta impugnata immediatamente dal consigliere con il supporto degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia. I legali hanno eccepito un grave difetto di istruttoria: la documentazione medica e sindacale inviata dal consigliere a giustificazione delle proprie assenze non era stata trasmessa agli altri componenti del consesso prima del voto. Una lesione del diritto al mandato elettorale che la difesa ha definito un danno grave e irreversibile, tesi respinta invano dal Comune che si era costituito in giudizio per chiedere il rigetto del ricorso.

Con l'ordinanza pubblicata l'8 luglio 2026, il collegio presieduto da Salvatore Veneziano (consigliere estensore Francesco Mulieri) ha dato ragione alla difesa, richiamando l'aula a un principio di rigore democratico. Secondo i giudici amministrativi, la decadenza di un eletto deve seguire criteri restrittivi proprio per le conseguenze dirette sull'esercizio di una carica pubblica. Nel bilanciare le posizioni, il Tar ha ritenuto prevalente il diritto del ricorrente di rappresentare i cittadini che lo hanno votato, congelando il subentro. La discussione nel merito del ricorso è stata fissata per l'udienza pubblica del prossimo 15 dicembre 2026.