giro di vite
Violenza domestica : violano il divieto di avvicinamento a mogli e genitori, due arresti dei carabinieri
In manette un quarantacinquenne e un ventiquattrenne. Avevano già l'ordine di allontanamento dalla casa familiare, ora per loro si aprono le porte del carcere di Agrigento
La risposta dello Stato di fronte al fenomeno della violenza di genere e dei maltrattamenti in famiglia passa inevitabilmente dal rigore operativo e dal monitoraggio costante di chi ha già mostrato profili di pericolosità sociale. I carabinieri della compagnia di Licata hanno eseguito due distinti arresti nei confronti di altrettanti uomini, un quarantacinquenne e un ventiquattrenne, sorpresi a violare le misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alle vittime a cui erano già sottoposti.
Il primo intervento è scattato a Ravanusa, dove i militari della stazione locale hanno intercettato un uomo di 45 anni. L'indagato, incurante delle prescrizioni imposte dall'autorità giudiziaria che gli vietavano tassativamente di recarsi nei pressi della moglie, è stato sorpreso e bloccato dalle pattuglie dell'Arma mentre rivolgeva pesanti ingiurie e improperi nei confronti della donna. Di fronte alla flagranza del reato, per l'uomo sono scattate immediatamente le manette.
Il secondo episodio, altrettanto grave sul piano delle tensioni familiari, si è verificato a Licata. Qui i carabinieri hanno arrestato un giovane di 24 anni applicando la procedura della flagranza differita. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ragazzo — già gravato dal divieto di avvicinamento ai genitori — si è presentato in piena notte davanti all'abitazione dei familiari. Ricevuto un netto rifiuto ad entrare, il ventiquattrenne ha dato in escandescenze, rivolgendo insulti e gravi minacce ai genitori prima di allontanarsi. I militari, raccolti gli elementi probatori e le testimonianze, lo hanno rintracciato e tratto in arresto nelle ore successive.
Per entrambi i soggetti si sono aperte le porte della casa circondariale "Pasquale Di Lorenzo" di Agrigento, dove rimarranno a disposizione della magistratura in attesa dei rispettivi provvedimenti di convalida dei fermi. Con queste operazioni, l’Arma dei Carabinieri ribadisce l'importanza cruciale della prossimità e del pronto intervento a tutela delle fasce vulnerabili, rinnovando l'appello a tutte le vittime di violenza o condotte persecutorie a denunciare tempestivamente ogni sopruso ai numeri di emergenza.