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agricoltori in piazza

Diga San Giovanni piena ma campi a secco: esplode la rivolta dell’acqua a Naro

Condotte colabrodo e impianti di sollevamento guasti bloccano l’irrigazione

12 Luglio 2026, 11:03

11:10

Diga San Giovanni piena ma campi a secco: esplode la rivolta dell’acqua a Naro

La protesta parte da Naro, dove venerdì sera si sono radunati in maniera spontanea centinaia di agricoltori e coinvolge anche i colleghi di Canicattì, Castrofilippo e Palma di Montechiaro. Sono esasperati a causa delle continue perdite d’acqua dalle condotte oramai fatiscenti che collegano i loro terreni con l’invaso della diga San Giovanni, e dell’impianto di sollevamento che continua a rimanere guasto.

«È paradossale - lamentano gli agricoltori - che con annate piovose come questa e con la diga piena non si riesca a poter irrigare i nostri vigneti in questi giorni di forte calura perché le condotte registrano rotture. Eppure - questo è un problema noto. Nel mese di marzo scorso l’ex assessore all’Agricoltura del Comune di Naro, oggi dirigente locale dell’associazione italiana coltivatori, aveva sollevato il problema sentendosi rispondere testualmente dall’assessore regionale all’agricoltura Luca Sammartino: «Voglio tranquillizzare gli agricoltori del territorio servito della Diga San Giovanni di Naro: il commissario del consorzio di bonifica di Agrigento mi ha assicurato che l’impianto di sollevamento tornerà in esercizio già la prossima settimana. In pochi giorni si concluderà l’intervento di manutenzione ordinaria programmata da tempo. La campagna irrigua, quindi, non subirà pertanto alcun rallentamento o impedimento».

Tutto questo però non si è verificato e di conseguenza il malcontento popolare cresce. Gli agricoltori hanno chiesto ed ottenuto di incontrare l’assessore regionale all’Agricoltura Sammartino. Riunione che si farà martedì a Palermo.

Intanto, il consigliere comunale di Naro Calogero Licata si è preso l’impegno di convocare, in qualità di presidente, la Commissione comunale Agricoltura per giovedì. Licata si dice pronto a richiedere la convocazione di un Consiglio comunale straordinario coinvolgendo anche i colleghi dei Comuni di Canicattì, Castrofilippo e Palma di Montechiaro.

A sostegno della protesta si schiera la Cgil. In una nota, il segretario Alfonso Buscemi afferma: «Da troppo tempo assistiamo a promesse non mantenute e a interventi emergenziali che non affrontano le cause profonde del problema. È inaccettabile che, da un lato, gli agricoltori siano costretti a vedere compromessi raccolti e investimenti e, dall’altro, importanti quantità di acqua degli invasi vengano disperse durante l’inverno o vadano perdute a causa delle numerose rotture delle reti e delle condotte ormai obsolete. La protesta degli agricoltori - conclude - merita il pieno sostegno delle istituzioni».