acqua
Si terrà in Prefettura il vertice sull'emergenza Maddalusa: oltre a Colianni ci sarà anche Cocina
Mercoledì mattina si terrà il confronto decisivo alla presenza del prefetto Caccamo. Al centro del dibattito i poteri di ordinanza del sindaco per evitare il rischio igienico-sanitario nel comparto
Si terrà mercoledì mattina, in Prefettura ad Agrigento, il vertice convocato dalla Regione Siciliana sulla situazione idrica a Maddalusa.
Se in un primo momento la comunicazione diffusa alla stampa dall’assessore all’Acqua e ai Rifiuti Francesco Colianni sembrava annunciare un tavolo tecnico come tanti, da svolgersi a Palermo, infatti, solo ieri è emerso che il confronto si terrà nel Palazzo del Governo di piazza Vittorio Emanuele alla presenza, tra gli altri, oltre che dello stesso Colianni, del sindaco Michele Sodano e del prefetto Salvatore Caccamo, anche del capo della protezione civile regionale Salvo Cocina.
Una riunione che segue la richiesta di intervento rivolta al presidente Renato Schifani dal primo cittadino di Agrigento, che evidenziava come l’emergenza connessa allo stop alla possibilità per i residenti abusivi del borgo che sorge in zona A e la contestuale ripresa delle demolizioni e delle procedure urbanistiche di diniego alle richieste di sanatoria, richiedesse l’intervento straordinario di un organismo superiore al Comune per capacità economiche e tecniche e competenza.
Colianni in tal senso nella propria nota dei giorni scorsi ribadiva il fatto che ogni ente avrebbe dovuto fare la propria parte e risolvere quanto di propria competenza, segno che mercoledì potrebbe servire per chiarire se, come dicono molti – a partire dai consiglieri comunali di Centrodestra come Simone Gramaglia o William Giacalone – il sindaco possa o meno, con propria ordinanza, garantire quantomeno l’acqua ai maddalusani, nelle more che si definisca il loro futuro dal punto di vista urbanistico.
C’è da dire che però tra le circa 650 abitazioni non regolari presenti in questa zona della città ormai da decenni – che si uniscono a quelle presenti in tutte le aree che rientrano nella vastissima zona A – c’è chi oltre ad avere fibra, luce, illuminazione pubblica e residenza, alla fine, ha pure ottenuto un regolare contratto di allaccio idrico.
Ci sono infatti alcune abitazioni che, sebbene abusive come tutte le altre (siamo in zona a vincolo assoluto, salvo per strutture realizzate prima della fine degli anni ’60) avrebbero ottenuto il contatore in passato, allacciandosi alle reti idriche comunque presenti nella zona.
A monte c’è una procedura molto semplice e che, come tanti aspetti di questa vicenda, si poggia sulla miopia dello Stato.
Per ottenere l’allaccio, infatti, è stato necessario solamente presentare richiesta allegando la domanda di sanatoria (che in centinaia hanno predisposto e consegnato al Comune senza mai ricevere un ‘no’) e una certificazione di conformità. Una situazione che oggi ha fatto scattare l’allarme ad Aica: la società avrebbe infatti incaricato un proprio funzionario di effettuare una ricognizione delle pratiche (tutte comunque precedenti ad Aica, probabilmente) che riguardano quell’area della città per predisporre eventualmente i necessari atti di revoca in autotutela dei contratti, con l’effetto di ampliare paradossalmente la platea di coloro che sono rimasti al momento senz’acqua.
Uno stop alla forniture, è il caso di ricordarlo, che non nasce solo per Maddalusa, ma è connessa alla decisione – maturata dopo le tensioni di Canicattì – dell’Ati e della consortile di consentire solo agli utenti censiti di ottenere l’acqua con autobotte, eliminando inoltre (o almeno provandoci) il mercato nero dell’acqua.
Insomma, un ginepraio come non se ne vedevano da anni, perché alla questione di controllo del territorio si aggiunge quella dell’emergenza igienico‑sanitaria e per certi versi anche umanitaria. Il 21 luglio, come noto, la Commissione Ambiente Ars si riunirà su questa vicenda, per quanto entro quella data il Comune qualcosa sarà probabilmente già stato costretto ad adottarla con o senza contributo e collaborazione della Regione.