l'ispezione
Carcere di Agrigento in emergenza: cento detenuti in più e agenti stremati
La denuncia dell'onorevole Giovanna Iacono dopo il sopralluogo nella struttura: "Turni massacranti per la Polizia penitenziaria e spazi ridotti al minimo"
Un quadro drammatico, contrassegnato da sovraffollamento cronico e da una carenza di organico che mette a dura prova la tenuta psicofisica della Polizia penitenziaria. È quanto emerso dal sopralluogo effettuato presso la casa circondariale "Pasquale Di Lorenzo" di Agrigento dall'onorevole Giovanna Iacono, deputata del Partito democratico, che ha definito la situazione della struttura "un'emergenza nazionale ignorata dal Governo".
I dati raccolti durante l'ispezione delineano una realtà esplosiva. A fronte di una capienza regolamentare prevista per 260 persone, l'istituto agrigentino ne ospita attualmente circa 360. Un'eccedenza di ben cento unità che satura gli spazi vitali, azzerando di fatto ogni percorso di socialità e reinserimento. Secondo la parlamentare, in un contesto simile il principio costituzionale della rieducazione della pena, sancito dall'articolo 27 della Costituzione, viene totalmente annullato, riducendo il carcere a un mero luogo di contenzione punitiva.
L'ipertrofia della popolazione detenuta si scontra quotidianamente con il grave sottodimensionamento del personale di Polizia penitenziaria. Gli agenti in servizio al "Di Lorenzo" sono costretti a turni massacranti e a pesanti difficoltà operative, arrivando a doversi dividere per gestire contemporaneamente più livelli e sezioni del penitenziario. Una condizione che la deputata giudica inaccettabile, poiché mina la sicurezza interna e mortifica la professionalità di chi serve lo Stato.
La parlamentare della XIV Commissione ha attaccato duramente l'esecutivo, accusandolo di una totale indifferenza che dura ormai da quattro anni verso il sistema carcerario italiano e, nello specifico, verso la realtà di Agrigento. Annunciando un'interrogazione parlamentare, l'onorevole Iacono ha promesso di portare la questione direttamente all'attenzione del ministro della Giustizia per chiedere interventi urgenti, volti a ripristinare legalità, sicurezza e dignità sia per la popolazione reclusa sia per i lavoratori della struttura.