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Rendiconti 2025 non approvati: la Regione commissaria 11 Comuni dell'Agrigentino
C'è anche il capoluogo tra gli enti inadempienti. I funzionari regionali avranno tre mesi per sbloccare i documenti contabili
Ancora una volta anche in provincia di Agrigento arriva una pioggia di provvedimenti di commissariamento che riguardano Comuni della provincia per non aver provveduto ad adottare i bilanci nei tempi previsti. All’attenzione della Regione è giunto il rendiconto di gestione per l'esercizio finanziario 2025, che non è stato adottato da 11 enti dell’Agrigentino.
Il provvedimento si è reso necessario dopo la scadenza dei termini legali e della successiva diffida di trenta giorni inviata dall'ufficio ispettivo dell’Assessorato agli Enti locali, firmata 3 giugno 2026. Nonostante la proroga straordinaria al 31 maggio concessa ai comuni colpiti da eventi meteorologici eccezionali, le amministrazioni coinvolte non hanno formalizzato il documento contabile. I Comuni commissariati sono: Agrigento, Favara, Lucca Sicula, Montallegro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Ravanusa, Ribera, San Biagio Platani e Sciacca.
I commissari nominati, tutti funzionari del servizio ispettivo regionale, avranno un mandato di tre mesi per svolgere funzioni di impulso, sollecitazione e, laddove necessario, di sostituzione diretta degli organi amministrativi inadempienti. Il decreto stabilisce una precisa tabella di marcia: i commissari dovranno verificare lo stato dei procedimenti e stimolare gli uffici finanziari. Se la Giunta non ha ancora approvato lo schema, il commissario si sostituirà a essa. In caso di mancanza del parere dei revisori dei conti, ne solleciterà l'emissione prima di procedere alla formale convocazione del Consiglio comunale per l'approvazione definitiva. Qualora i Consigli facciano scadere infruttuosamente i termini assegnati, i commissari firmeranno direttamente il rendiconto, ma questo – per esperienza sul campo – non accade praticamente mai.
I costi delle indennità e dei rimborsi spese per i commissari saranno interamente a carico dei bilanci dei comuni inadempienti, i quali dovranno attivare le procedure di rivalsa nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili del ritardo.