emergenza idrica
Il caso Maddalusa scuote Agrigento, Legambiente: "L'acqua è un diritto, ma nessuna sanatoria per gli abusivi"
Gli ambientalisti appoggiano le decisioni del Comitato per l'ordine pubblico. Chiesto il controllo di tutti i fascicoli edilizi nella Valle dei Templi per azzerare sessant'anni di abusivismo e speculazione
Agrigento si ritrova a fare i conti con uno dei suoi nodi storici più intricati: il delicato equilibrio tra il rispetto della legalità, la tutela del paesaggio e la garanzia dei diritti umani fondamentali. Al centro del dibattito c'è la contrada balneare di Maddalusa, un’area gravata dal vincolo di inedificabilità assoluta del Parco della Valle dei Templi, dove da decenni sorge una serie di immobili irregolari. Sulla complessa vicenda della fornitura idrica ai residenti della zona è intervenuto con fermezza il direttivo locale di Legambiente, per bocca del suo presidente Daniele Gucciardo.
La posizione degli ambientalisti sposa la linea della fermezza istituzionale tracciata di recente dalla Prefettura. «Il sindaco Michele Sodano e la sua giunta hanno fatto bene a condividere e fare proprio il verbale della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, tenutasi in Prefettura il 7 luglio», esordisce il presidente del Circolo nel documento ufficiale. «Le norme non si aggirano e non si piegano alle convenienze del momento: vanno applicate con rigore. Le abitazioni realizzate a Maddalusa in aree a inedificabilità assoluta sono abusive e, per legge, non possono essere allacciate ai servizi a rete: acqua, luce, gas e telecomunicazioni».
Per Legambiente, concedere allacciamenti standard a chi ha edificato violando i vincoli paesaggistici equivarrebbe a legittimare un illecito insanabile. «A chi vi abita deve essere garantita l’acqua indispensabile per vivere, ma questo non può trasformarsi in una sanatoria mascherata, né giustificare modifiche ai confini del Parco della Valle dei Templi o alle norme poste a tutela del territorio», incalza Gucciardo con parole che non lasciano spazio a compromessi politici. «L’abusivismo è una ferita alla legalità e alla giustizia sociale: chi viola le regole danneggia chi le rispetta. Ogni concessione che riconosca un vantaggio a chi ha costruito illegalmente finisce per penalizzare i cittadini onesti».
Il rigore normativo, tuttavia, non deve sfociare nella privazione dei bisogni primari, e l'associazione riconosce la necessità di un approccio umanitario che non lasci indietro nessuno. «Ma legalità non significa abbandono», precisa il leader del Circolo di Agrigento. «Gli abitanti di Maddalusa, anche quando hanno commesso o ereditato un abuso, non possono essere lasciati senza acqua. Devono poter disporre del minimo necessario per lavarsi e dissetarsi, esclusivamente per il tempo indispensabile a trovare una soluzione abitativa regolare. Come indicato nel verbale, ogni caso va valutato singolarmente, adottando provvedimenti adeguati nel pieno rispetto della legge e della dignità delle persone».
L'appello finale è rivolto direttamente al primo cittadino, affinché questa crisi diventi l'opportunità per una bonifica amministrativa definitiva, superando le timidezze del passato. «Siamo certi che il sindaco Michele Sodano farà tutto il possibile per chiudere finalmente una vicenda che si trascina da sessant’anni», conclude il presidente di Legambiente. «Gli chiediamo anche di disporre l’esame di tutti i fascicoli edilizi relativi agli immobili costruiti nella Valle dei Templi, per mettere fine a decenni di ambiguità, troppo spesso alimentate da interessi elettorali e convenienze politiche. Agrigento è la città della Valle dei Templi, non può e non deve tornare a essere la città degli abusi e degli abusivi».