la denuncia
Cantieri roventi nell'Agrigentino: l'allarme della Fillea CGIL tra ordinanze ignorate e rischi mortali
Nonostante i divieti imposti dalla Regione Siciliana per tutelare i lavoratori dalle ondate di calore, quasi la totalità delle imprese edili del territorio continua le attività nelle ore più calde, ignorando i rischi per la salute e la vita degli operai
Lavorare sotto il sole cocente con temperature che superano i 35 gradi non è solo faticoso; può essere letale. Eppure, nei cantieri edili della provincia di Agrigento, la tutela della salute sembra essere diventata un optional. La denuncia, netta e senza giri di parole, arriva dalla Fillea CGIL territoriale: l'ordinanza della Regione Siciliana, che vieta le attività edili all'aperto nelle ore di caldo più estremo, viene sistematicamente ignorata nella quasi totalità dei siti operativi del territorio.
L'ordinanza regionale parla chiaro: stop ai lavori quando la temperatura percepita raggiunge o supera la soglia critica dei 35 gradi. Si tratta di una misura di buon senso e di civiltà, introdotta per proteggere gli operai da colpi di calore, malori improvvisi e incidenti che in edilizia possono rivelarsi fatali. La realtà descritta dal sindacato è però ben diversa. Nei fatti, le impalcature rimangono popolate anche nelle ore centrali della giornata, costringendo i lavoratori a turni massacranti sotto una cappa di calore insopportabile.
Per monitorare oggettivamente il pericolo esiste uno strumento scientifico e accessibile: si chiama Workclimate. Questa piattaforma valuta in tempo reale il rischio da stress termico incrociando la geolocalizzazione del lavoratore con i dati meteorologici del momento. Il sistema utilizza un codice colore immediato: quando la mappa si tinge di rosso, il rischio è elevato e l'attività lavorativa deve essere immediatamente sospesa. Ma lo schermo rosso dello smartphone, nei cantieri agrigentini, sembra non fare paura a chi gestisce i lavori.
«La sicurezza sul lavoro non può essere subordinata alle esigenze produttive», ribadisce con forza la Fillea CGIL di Agrigento. Il sindacato chiede un intervento urgente e non più rimandabile da parte degli organi di vigilanza e delle autorità ispettive. Servono controlli a tappeto e sanzioni severe per chi viola le regole.
La battaglia del sindacato non si ferma alla denuncia. Il monitoraggio del territorio continuerà quotidianamente per evitare che l'elenco, già troppo lungo, delle morti bianche e degli infortuni sul lavoro si arricchisca di nuove, evitabili tragedie dovute all'indifferenza e al profitto.