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il vertice

Maddalusa: acqua solo per i fragili e i rubinetti chiuderanno dopo l'estate

Accordo limitato a tre mesi per cinque categorie protette individuate dall'Asp. La Protezione civile supporterà il Comune tramite il Coc

15 Luglio 2026, 15:46

17:09

Francesco Colianni, neo assessore alla Regione Sicilia

Acqua sì, ma solo ai soggetti fragili e per un tempo limitato, cioè fino alla fine dell’estate. Poi i rubinetti torneranno a chiudersi e questa volta in via definitiva.

È questa la conclusione a cui è giunto il tavolo tecnico convocato questa mattina in Prefettura ad Agrigento per fronteggiare la crisi che sta riguardando da quasi 2 mesi gli abitanti della borgata abusiva di Maddalusa, ai quali è precluso il ricorso alle autobotti dell’Aica, unico mezzo per approvvigionarsi del prezioso liquido.

La riunione, durata circa 4 ore, ha visto la partecipazione dell'assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità Francesco Colianni, del procuratore di Agrigento Giovanni Di Leo, del capo del dipartimento di Protezione civile regionale Salvo Cocina, del sindaco della città dei Templi Michele Sodano oltre che del prefetto Salvatore Caccamo, dei vertici dell'Asp, dell'Aica e delle forze dell’ordine.

L'esito è, sostanzialmente, lo stesso a cui era già giunto il comitato per l'ordine e la sicurezza convocato una decina di giorni fa: anche se abitanti in case abusive le famiglie con soggetti fragili di 5 distinte categorie individuate dall'Asp (persone over 75, bambini da 0 a 5 anni, soggetti allettati o invalidi al 100% e invalidi con accompagnamento) potranno richiedere l'acqua tramite il Coc comunale, che riceverà supporto dalla Protezione civile regionale. Questo solo per i prossimi tre mesi, e poi? “Le case sono abusive e quindi resteranno senza acqua. La norma impedisce oggi di rifornire coloro che non hanno l'abitabilità” ha spiegato Cocina. Netto era stato anche l'assessore Colianni: “A Maddalusa non c'è nessuna emergenza idrica, c'è un problema urbanistico”, aveva detto, ribadendo la disponibilità della Regione a collaborare su richiesta del Comune.

Il vertice, insomma, non ha portato nessuna risposta sul futuro per larga parte dei residenti e, anzi, sembra ribadire la necessità di avviare gli abbattimenti.

Non è stato chiesto esplicitamente un piano delle demolizioni – ha spiegato il sindaco Michele Sodano -, si chiede all'amministrazione di procedere secondo le vie della legalità, come un'amministrazione del resto può fare. Certamente c'è un dato importante, in 60 anni non si è fatto nulla, la politica ha chiuso gli occhi di fronte ad una situazione problematica. Oggi noi non possiamo che limitare i danni”.