giro di vite
Abusi edilizi, la Procura della Repubblica prepara le demolizioni: via all'albo dei periti
Un bando per reclutare architetti e ingegneri liberi professionisti segna l'avvio della fase operativa per le demolizioni coatte. La Procura di Agrigento intende superare i tentennamenti della politica locale applicando le sentenze passate in giudicato
Il riferimento esplicito non c’è. Ma il pensiero, chiaramente, è corso rapidamente a Maddalusa e a tutti quegli abusi edili che attendono da anni un destino.
Da qualche giorno sul sito on line degli ordini professionali degli Architetti e degli Ingegneri è apparso un avviso, per una manifestazione d’interesse per l’istituzione di un elenco di architetti e ingegneri liberi professionisti da nominare consulenti tecnici nell’ambito dei procedimenti per la demolizione degli immobili abusivi. Potranno presentare domanda i liberi professionisti, o i legali rappresentanti di società di professionisti e studi associati, in possesso dei requisiti indicati nell’avviso integrale (iscrizione all’Albo, regolarità contributiva e formativa, iscrizione all’Albo CTU del Tribunale, assenza di condanne penali, tra gli altri).
A chiedere la creazione dell’elenco, ed è questa la cosa più interessante, è stata direttamente la Procura della Repubblica di Agrigento, che ha scritto agli ordini lo scorso 1° luglio affinché si realizzasse la raccolta delle disponibilità dei professionisti per l’avvio delle operazioni di abbattimento, anche se non viene indicato dove.
Segnale che in via Mazzini c’è piena determinazione a mettere in moto la macchina di silenzi, ritardi, tentennamenti soprattutto da parte dei comuni. In questa linea rientra la lettera inviata ai sindaci a fine giugno proprio dalla Procura con la quale si chiedeva “per ragioni di Giustizia, al fine di monitorare lo stato esecutivo delle ordinanze di demolizione emesse da codesto ente e di verificare i contestuali ordini di demolizione emessi con sentenze passate in giudicato” entro 90 giorni “l’elenco analitico, diviso per anno, delle sanzioni amministrative pecuniarie emesse a seguito all’accertamento dell’inottemperanza alle ingiunzioni a demolire a decorrere dall’1 gennaio 2016”.
Non è noto se gli enti locali abbiano risposto, ma è evidente di quali saranno le conseguenze sia che i sindaci abbiano risposto che se non abbiano risposto. Ma soprattutto se non hanno demolito o incassato.