l'analisi
Turismo a Sciacca, frena il gettito nei primi due trimestri: i dati del rallentamento
Crollano le entrate per i quattro stelle e le strutture extralberghiere. Incide il ritardo nei versamenti dei gestori, ma gli operatori guardano all’estate per il riscatto
La città prova a misurare lo stato di salute del proprio turismo attraverso i numeri dell’imposta di soggiorno, uno degli indicatori più immediati per capire presenze, flussi e capacità ricettiva.
Il prospetto dei versamenti relativi ai primi due trimestri del 2026 mostra un rallentamento rispetto allo stesso periodo del 2025, in particolare per le strutture 4 stelle: un segnale che non sorprende gli operatori, alcuni dei quali avevano già dato un segnale di flessione, ma che impone una riflessione in vista del trimestre estivo, tradizionalmente decisivo per il mercato turistico locale.
Nel 2025, il totale annuo dell’imposta aveva superato 1 milione di euro, con un secondo e terzo trimestre particolarmente robusti.
Nel 2026, invece, i dati disponibili, limitati ai primi due trimestri, fotografano un gettito complessivo di 356.887 euro, contro i 350.902 euro del solo secondo trimestre dell’anno precedente.
Il confronto evidenzia una contrazione soprattutto nelle strutture 4 stelle e extralberghiere, che nel 2025 avevano registrato crescite costanti (passa da oltre 130 mila euro nei primi sei mesi 2025 a 96 mila nel 2026).
Il segmento dei 5 stelle, storicamente trainante, mostra un andamento altalenante: nel 2025 aveva generato oltre 580 mila euro nell’intero anno, mentre nel 2026 si ferma a 226.750 euro nei primi due trimestri.
Anche le strutture 3 stelle segnano un rallentamento, con un totale di 6.806 euro contro i 22.223 euro dell’anno precedente.
A incidere sul quadro complessivo c’è però anche un elemento amministrativo: il 15 luglio è scaduto il termine per i versamenti da parte delle strutture ricettive, ma non tutte hanno ancora adempiuto. Una parte del gettito potrebbe quindi essere recuperata nelle prossime settimane, quando gli uffici comunali completeranno le verifiche e solleciteranno i gestori in ritardo.
Resta comunque evidente un calo nei flussi della prima metà dell’anno, legato a vari fattori: una primavera meno brillante, la concorrenza di altre destinazioni regionali e un mercato extralberghiero che, pur vivace, non ha replicato le performance del 2025.
Gli operatori confidano però nel terzo trimestre, quello che tradizionalmente porta il maggior numero di visitatori, grazie alle settimane centrali di agosto, agli eventi culturali e alla piena operatività delle strutture balneari. E poi nel quarto trimestre, periodo preferito dal turismo straniero. Se il trend estivo dovesse confermarsi positivo, Sciacca potrebbe recuperare parte del divario e chiudere l’anno con un gettito più equilibrato. In caso contrario, il 2026 rischia di segnare una frenata.