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l'appello

I donatori vanno in vacanza ma i malati no: l'estate critica della raccolta di sangue

Carenza estiva nei presidi sanitari agrigentini. L'appello ai giovani prima delle partenze: "Donare è un gesto di solidarietà che salva i pazienti oncologici e talassemici"

17 Luglio 2026, 11:18

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I donatori di sangue vanno in vacanza ma i malati no. E la sanità si trova a fare i conti con la carenza di sangue. Un problema che si ripresenta ogni anno, nella stagione estiva, e tocca da vicino chi del sangue ha bisogno per la propria salute: i pazienti cronici e gli oncologici, ad esempio, così come i talassemici che nei giorni scorsi, al San Giovanni di Dio, hanno vissuto il problema sulla propria pelle.

Ne abbiamo parlato con Pasquale Gallerano, direttore dell'unità operativa complessa di Medicina trasfusionale all'ospedale Giovanni Paolo II a Sciacca.

È un problema che si ripresenta, purtroppo, ogni anno in estate, quando il sistema va in sofferenza non soltanto in Sicilia ma in tutta Italia. Noi stiamo cercando di spingere con il proselitismo, quindi la chiamata ai donatori giovani, spiegando che d'estate aumentano le esigenze di donazione perché i donatori sono in vacanza ma i malati no, e chiedendo di donare prima di partire per le vacanze. Anche d’estate, la domenica mattina, si organizzano le raccolte. Questo perché il sistema si basa sulla donazione volontaria, anonima e non remunerata. Non a caso, stiamo organizzando una campagna di sensibilizzazione, in occasione della ricorrenza della morte del giudice Borsellino, invitando le persone a donare il sangue e a sostenere il sistema”.

-I giovani si mostrano sensibili alla donazione?

“Le nuove generazioni sono distratte da tante altre cose, sicuramente, ma vorremmo che comprendessero che la felicità si può trovare anche con un semplice gesto di solidarietà verso il prossimo, verso chi sta male”.

-Chi dona il sangue ha il vantaggio di sottoporsi, gratuitamente, a un controllo?

. È un momento di prevenzione, verifica e controllo che si fa per ogni donazione. Questo è un vantaggio per chi dona il sangue. Un piccolo gesto che può essere utile a chi riceve e a chi dona, oltre alla gioia di aver contribuito alla guarigione di qualcuno, al superamento di diverse patologie”.