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atto d'accusa

Rifiuti ad Agrigento, la denuncia shock: "Cittadini impuniti e troppe discariche abusive"

Una relazione interna inviata al Comune svela il caos della spazzatura in città: oltre settanta i siti di abbandono sistematico. Bonificare non basta più, servono sanzioni e indagini

17 Luglio 2026, 11:22

11:30

Rifiuti ad Agrigento, la denuncia shock: "Cittadini impuniti e troppe discariche abusive"

La “sistematica” creazione delle discariche abusive è una “deriva” e la responsabilità risiede “nella mancanza di un’azione di contrasto investigativa e sanzionatoria sistematica”.

È un quadro a tinte fosche quello che emerge da una relazione di servizio interna inviata nei giorni scorsi a varie istituzioni, tra cui sindaco, giunta e Polizia locale, da Nicodemo Danile, tecnico della Srr Ato 4 distaccato al Comune come direttore operativo dell’attuale appalto dei rifiuti.

Un documento durissimo e circostanziato, nel quale non si nasconde la preoccupazione per la dimensione del fenomeno assunta dall’abbandono della spazzatura per le strade della città, evidenziando “gravi anomalie di natura logistica, gestionale ed economica” connesse agli oltre 70 siti in cui gli incivili continuano a formare punti di accumulo di rifiuti.

Un fenomeno che sta generando “un insostenibile aggravio di extra costi di gestione” – dice Danile –. La rimozione di tali cumuli, infatti, pur essendo normata e garantita nel vigente contratto e successivamente ampliata con l’aumento di ore e personale e mezzi dalla perizia di variante al contratto stesso ha assunto i connotati di una spesa strutturale e crescente. Insomma, quella che sarebbe dovuta essere un’eccezione è divenuta la regola, tanto che, come emerse già in Consiglio comunale sul finire della precedente amministrazione, le sole discariche abusive erano state capaci di far sprofondare Agrigento sul fronte del risultato della raccolta differenziata.

Le colpe di tutto questo, per il funzionario, sarebbero ben individuabili: “fatti salvi rari ed isolati casi, non si è mai proceduto a un’attività strutturata di monitoraggio delle postazioni volta all’identificazione dei trasgressori” suscitando nei cittadini negligenti “una percezione di impunità”. Questo avrebbe portato “un incremento esponenziale dei volumi abbandonati” e il fatto che “l’attività di pulizia viene percepita come una legittimazione dell’illecito”, vanificando l’efficacia e la finalità stessa della perizia di variante contrattuale.

Insomma, bonificare non basta e nemmeno bastano le fototrappole, che producono “come unico effetto lo spostamento” da un punto ad un altro le discariche.

Per il direttore operativo serve “pianificare controlli mirati e sistematici” e istituire “un canale di coordinamento stabile” per affrontare il problema, perché, sostiene “solo una decisa e visibile azione repressiva sul territorio da parte degli organi di vigilanza potrà interrompere il circuito vizioso degli abbandoni”.

In coda, inoltre, Danile anticipa che il sequestro da parte dell’autorità giudiziaria dell’isola ecologica di via Denon, inizialmente pensata per il conferimento da parte dei residenti nelle cosiddette “case sparse” sta “determinando la nascita di micro-discariche e cumuli di rifiuti abbandonati in prossimità del Villaggio Mosè”. Pertanto si rende necessario valutare urgenti azioni di contrasto al fenomeno e concordare con il gestore le modalità alternative di raccolta dedicate agli utenti privati da suddetta area.