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campagna di scavi

Segreti paleocristiani nella Valle dei templi: scoperto un mosaico e una vasca rituale

Nel Quartiere ellenistico-romano affiora un edificio rimasto in uso per otto secoli. Tra i reperti un monogramma di Cristo inciso sul tappo di un’anfora e resti di antichi banchetti

17 Luglio 2026, 11:46

11:50

Segreti paleocristiani nella Valle dei templi: scoperto un mosaico e una vasca rituale

Sotto la polvere dei secoli, nel cuore pulsante del Quartiere ellenistico-romano della Valle dei templi di Agrigento, la storia continua a riscrivere se stessa. Si è da poco conclusa l’undicesima campagna di scavi e ricerche nata dalla collaborazione – avviata nel 2016 – tra il Campus di Ravenna dell’Università di Bologna e il Parco archeologico e paesaggistico di Agrigento. Un sodalizio scientifico che quest’anno ha portato alla luce scoperte straordinarie, capaci di svelare la fisionomia di una città che, tra il tramonto dell'impero romano e l'alba del Medioevo, si trasformava nel profondo sotto l'influsso del cristianesimo.

Le indagini si sono concentrate nel quarto isolato dell'antico tessuto urbano di Akragas, a ridosso di un grande complesso termale di età tardo-antica. Qui gli archeologi hanno scoperto un edificio monumentale vissuto per quasi ottocento anni, dal III secolo a.C. al V secolo d.C.. A raccontare questo viaggio nel tempo sono i pavimenti stessi, sovrapposti come pagine di un libro di pietra: si passa da un arcaico battuto in calcarenite gialla a un cocciopesto rosso di età repubblicana (I secolo a.C.), fino a culminare in uno splendido mosaico policromo a motivi geometrici, risalente all'epoca tardo-antica.

Ma la vera sorpresa risiede negli indizi che collegano questo edificio alle prime comunità cristiane della Sicilia. «È di grandissimo interesse la vasca quadrangolare rinvenuta sigillata in uno dei vani di questo edificio», spiega Giuseppe Lepore, professore di Archeologia classica all'Università di Bologna. Al suo interno sono stati recuperati resti ossei di piccoli animali – probabili testimoni di pasti rituali –, monete e tappi di anfore. Su uno di questi tappi spicca un monogramma cristiano inciso, un dettaglio tutt'altro che trascurabile: «Questo dato – precisa il docente – potrebbe creare un collegamento col vicino luogo di culto, ricavato all’interno di una delle cisterne delle terme tardo-romane».

La scoperta apre scenari affascinanti sulla topografia sacra della città. «Le ricerche degli ultimi anni stanno mettendo in luce una vera e propria città cristiana, con le sue articolazioni intorno agli edifici di culto, le sue necropoli e i suoi spazi rituali», commenta Maria Serena Rizzo, archeologa del Parco di Agrigento. Sebbene identificare le tracce del primo cristianesimo dentro gli spazi domestici sia complesso, l'analisi dei reperti promette di restituire presto una mappa completa di Agrigentum tardo-antica e altomedievale.

Nel frattempo, il meraviglioso mosaico geometrico è stato pulito e messo in sicurezza grazie al lavoro della restauratrice del Parco, Marilanda Rizzo Pinna. Una tutela necessaria in attesa che lo scavo dell'edificio venga completato nella prossima campagna, già programmata tra giugno e luglio del 2027.