giro di vite
Mano dura sull'abusivismo edilizio: la Procura della Repubblica di Agrigento avvia la maxi-operazione demolizioni
Il procuratore Di Leo e l'aggiunto Brescia accelerano sui quasi 4mila procedimenti pendenti in provincia
Il dossier Maddalusa era soltanto la punta dell'iceberg. La Procura della Repubblica di Agrigento, guidata dal procuratore capo Giovanni Di Leo e dall'aggiunto Lucia Brescia, ha deciso di sferrare un attacco frontale e sistematico all'urbanizzazione selvaggia che da decenni deturpa l'intero territorio provinciale. L'obiettivo dichiaratosi in via Mazzini è chiarissimo: azzerare le esitazioni dei sindaci e portare a compimento le sentenze passate in giudicato.
A svelare la portata dell'operazione è una nota inviata agli Ordini degli architetti, degli ingegneri e dei geometri per il reclutamento di consulenti tecnici. A questi professionisti spetterà la ricognizione dello stato dei luoghi e la successiva progettazione degli abbattimenti. I numeri fanno tremare i polsi: si parla di quasi 4 mila procedimenti pendenti nell'Agrigentino, di cui ben 500 già pronti per la fase esecutiva. Non sempre si tratta di interi immobili, ma anche di singoli abusi non sanati che la Magistratura intende cancellare definitivamente. Parallelamente, via Mazzini ha stretto le maglie sui bilanci comunali, chiedendo conto dei proventi delle sanzioni incassate negli ultimi dieci anni e paventando l'intervento della Corte dei conti per omissione. I Comuni, avverte la Procura, hanno gli strumenti finanziari per agire, dai fondi dedicati di Cassa depositi e prestiti ai contributi regionali: la stagione del "fare orecchie da mercante" si è ufficialmente conclusa.