×

sanità

Quattro operatori per tutto l'ospedale di Sciacca: la denuncia della Capurro Odv sul crollo del Giovanni Paolo II

Turni notturni al limite del collasso, contratti a tempo parziale e trasferimenti contestati a Santa Margherita di Belìce

20 Luglio 2026, 11:06

11:10

Quattro operatori per tutto l'ospedale di Sciacca: la denuncia della Capurro Odv sul crollo del Giovanni Paolo II

Ancora una denuncia per la carenza di personale all'ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca. L'associazione “Orazio Capurro ODV”, che già nelle scorse settimane aveva denunciato una gestione definita “al limite del collasso”, ha raccolto una nuova testimonianza che conferma un quadro di criticità strutturale.

Nei turni notturni l’intero ospedale è affidato a soli quattro operatori socio-sanitari: reparti scoperti, carichi assistenziali sproporzionati e un solo OSS costretto a gestire oltre venti posti letto, mentre viene richiamato di continuo in altre aree per emergenze e bisogni essenziali. Una corsa estenuante che mette a rischio la sicurezza dei pazienti e logora fisicamente e psicologicamente chi lavora in corsia.

L'associazione punta il dito contro i problemi irrisolti: il mancato passaggio al tempo pieno, con contratti fermi a 30 ore e perfino 24 per alcuni ausiliari, e il paradosso dei trasferimenti verso l’Ospedale di Comunità di Santa Margherita di Belìce, struttura quasi priva di pazienti. Il personale verrebbe sottratto ai reparti più esposti, nonostante le segnalazioni ripetute degli operatori.

Alessandro Capurro usa toni forti: “È una situazione che segnaliamo da settimane, ma resta immobile. Non si può reggere un ospedale sulla pelle di pochi lavoratori stremati”.

Nei giorni scorsi anche la dotazione di dirigenti medici nell'area di emergenza era emersa con forza quando la direzione medica di presidio aveva chiesto ai responsabili delle varie unità operative di mettere a disposizione medici per i turni notturni, ma non ci sarebbe stata totale disponibilità.

Ora l'associazione Capurro chiede interventi immediati per gli operatori socio sanitari, dall'aumento delle ore contrattuali alla riorganizzazione dei trasferimenti, fino ad una redistribuzione del personale dove la necessità è reale e urgente.