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Veleno dai rubinetti, la frode dell'acqua contaminata a Canicattì: quattro denunciati

L'acqua spacciata per potabile era carica di batteri fecali: sigilli a tre pozzi e a un mezzo pesante

21 Luglio 2026, 05:15

Veleno dai rubinetti, la frode dell'acqua contaminata a Canicattì: quattro denunciati

 «Contaminazione da batteri coliformi escherichia, enterococchi intestinali e nitrati, accertandone la non idoneità al consumo umano».

Questo l’esito delle analisi effettuate sui campioni prelevati dall’acqua di 3 pozzi, due dei quali appartenenti a una società e a una ex ditta, e di una autobotte, nel corso dell’operazione eseguita da carabinieri e polizia la fine dello scorso mese di giugno.

È stato il personale del Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Agrigento a comunicarlo ai carabinieri della Compagnia di Canicattì.

I tre pozzi e il mezzo pesante restano sequestrati, mentre la presenza di sostanze potenzialmente pregiudizievoli per la salute umana aggrava la posizione dei proprietari, quattro canicattinesi, accusati a vario titolo di commercio di sostanze alimentari nocive e frode nell'esercizio del commercio.

Le analisi eseguite invece sul campione prelevato da una seconda autobotte Fiat Iveco, intestata ad un canicattinese di 27 anni, hanno dato esito negativo.

Dai risultati degli esami di laboratorio emerge un vero e proprio business che metteva a rischio la salute pubblica.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, è nata tra marzo e aprile 2026 grazie al monitoraggio costante del territorio.

I militari e gli agenti avevano notato un viavai sospetto: una presenza sistematica di autotrasportatori che, muniti di autobotti e cisterne, distribuivano acqua a domicilio e ad attività commerciali senza possedere alcun titolo autorizzativo.

Da lì sono scattate le attività tecniche e i pedinamenti che hanno permesso di mappare il "sistema" della distribuzione idrica parallela.

L'aspetto più inquietante dell'indagine riguarda la qualità dell'acqua che finiva nelle case e nelle imprese. Quell'acqua, venduta come potabile, era in realtà un pericolo invisibile per i consumatori, priva delle garanzie igienico-sanitarie imposte dalla legge.

Controlli e indagini proseguono per accertare se vi siano altre fonti di approvvigionamento contaminate o ulteriori soggetti coinvolti nella rete di distribuzione.