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la protesta

Cuccioli uccisi a Sciacca, la gogna social travolge la città: gli albergatori pronti a costituirsi parte civile

L'Associazione Strutture Turistiche contro i giudizi somari: "Pronti a chiedere il risarcimento dei danni"

21 Luglio 2026, 16:17

16:20

Cuccioli uccisi a Sciacca, la gogna social travolge la città: gli albergatori pronti a costituirsi parte civile

La tragedia dell'uccisione dei cuccioli a Sciacca travalica le aule di giustizia e sfocia nell'arena digitale, trasformandosi nell'ennesimo caso di gogna mediatica collettiva. Di fronte all'ondata di odio social che negli ultimi giorni ha travolto l'immagine della cittadina agrigentina — sommersa da commenti diffamatori e boicottaggi minacciati sul web — la Associazione Strutture Turistiche Sciacca Centro alza la testa e dice basta: la responsabilità penale e morale è individuale, la città non si processa.

Mentre la magistratura lavora per fare rapida luce sull'accaduto e punire l'eventuale responsabile, gli operatori turistici locali esprimono il proprio profondo dolore per l'episodio, ma prendono fermamente le distanze dalla deriva sommaria del dibattito online. Espressioni come "vergogna per Sciacca" o "non metterei mai piede in quella città" colpiscono ingiustamente una comunità di decine di migliaia di cittadini onesti, famiglie, lavoratori e strutture ricettive che da anni testimoniano un'autentica cultura dell'accoglienza, con numerosi servizi dedicati proprio agli animali d'affezione (pet friendly).

Per gli imprenditori si tratta di una ferita doppia: umana per l'orrore del gesto, ed economica per il fango gettato su una storia millenaria fatta di arte, terme, tradizione marinara e il famoso Carnevale. Ridurre una delle città più antiche della Sicilia al comportamento riprovevole di un singolo individuo significa compiere un injustizia culturale intollerabile.

Per questo motivo, l'associazione di categoria ha annunciato di voler seguire con estrema attenzione l'evolversi della vicenda giudiziaria. Qualora la tempesta mediatica dovesse tradursi in un danno economico e reputazionale concreto per il comparto turistico, gli albergatori sono pronti a costituirsi parte civile nel processo penale contro il presunto autore della strage. Una presa di posizione netta a difesa della dignità collettiva: la tutela degli animali e la salvaguardia dell'immagine di una comunità civilissima non sono e non saranno mai valori contrapposti.