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l'interrogazione

Emergenza 118 a Casteltermini, Cambiano all’Ars: "Garantire il soccorso nelle aree interne"

Ambulanza senza medico né infermiere e dirottata altrove: la denuncia del deputato M5S

21 Luglio 2026, 17:07

17:10

Licata, il M5S si spacca sul nome dell'ex sindaco Angelo Cambiano

Una copertura sanitaria a scartamento ridotto che rischia di lasciare sguarnito un intero comprensorio dell'entroterra agrigentino. Sulla complessa situazione della postazione del 118 di Casteltermini si accendono i riflettori della politica regionale: il deputato del Movimento 5 Stelle all'Ars, Angelo Cambiano, insieme ai colleghi di gruppo, ha depositato un'interrogazione parlamentare indirizzata al presidente della Regione e all'assessore alla Salute. L'obiettivo è fare chiarezza sulla gestione dei soccorsi e bloccare i continui trasferimenti dei mezzi verso altre zone.

Al centro della contestazione c'è l'attuale configurazione della postazione di Casteltermini, considerata uno snodo strategico per la tutela della salute di una vasta area interna che comprende anche comuni vicini come Campofranco e San Biagio Platani. Oltre a disporre unicamente di un'ambulanza di base (MSB) — servita soltanto da soccorritori e priva sia di infermieri sia di medici — il mezzo verrebbe regolarmente dirottato al di fuori del proprio perimetro di competenza quando le ambulanze medicalizzate dei centri limitrofi sono fuori servizio per guasti o manutenzioni. Una prassi che scopre pericolosamente un territorio già distante dai primi presidi ospedalieri d'urgenza.

L'iniziativa ispettiva s'inserisce nella più ampia mobilitazione denominata SanitàXTutti, lanciata dal M5S con presìdi e punti d'ascolto all'esterno degli ospedali siciliani e con il portale di segnalazione SOS Sanità Siciliana. Con l'atto parlamentare si chiedono ora i dati analitici degli ultimi tre anni su missioni, tempi di percorrenza e spostamenti d'ambito, ma soprattutto si sollecita un cambio di passo strutturale: la trasformazione del mezzo di base in un'ambulanza a soccorso intermedio (MSI), con un infermiere permanentemente a bordo.

«Si tratta di un potenziamento concreto e sostenibile per avviare le prime manovre di rianimazione e i protocolli salvavita», argomenta Cambiano. «In un momento di forte carenza di camici bianchi, l'infermiere a bordo garantirebbe risposte sanitarie immediate e tempi certi. Il diritto alla salute deve essere uguale per tutti e non può certo dipendere dal codice postale o dal luogo in cui si sceglie di vivere».