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l'appello

Canicattì a secco, l'allarme di Confcommercio: "La crisi idrica sta uccidendo il commercio locale"

Il presidente Giangaspare Di Fazio chiede un tavolo di crisi permanente con Ati, gestore e Regione Siciliana

22 Luglio 2026, 10:31

10:41

Canicattì a secco, l'allarme di Confcommercio: "La crisi idrica sta uccidendo il commercio locale"

Giangaspare Di Fazio

Quella che fino a poco tempo fa veniva gestita come una criticità stagionale si è ormai trasformata in una vera e propria condanna economica per il tessuto produttivo di Canicattì. La drammatica carenza d'acqua sta mettendo in ginocchio l'economia cittadina, spingendo la locale delegazione comunale di Confcommercio a lanciare un accorato e duro grido d'allarme per voce del suo presidente, Giangaspare Di Fazio.

A pagare il prezzo più alto sono le attività che del servizio idrico fanno un requisito primario d'esercizio: bar, ristoranti, alberghi, strutture ricettive, saloni di acconciatura e laboratori artigianali. Imprenditori e commercianti si trovano quotidianamente costretti a salti mortali logistici ed economici solo per garantire le condizioni igienico-sanitarie minime per restare aperti. In un contesto in cui la rete di distribuzione idrica disperde oltre la metà della risorsa immessa, la routine delle imprese è scandita da estenuanti turni d'attesa e un'incertezza cronica che impedisce qualsiasi pianificazione aziendale. Un vulnus che, come evidenziato da Confcommercio, azzera la competitività e mina la reputazione commerciale della nota “città dell'uva Italia”.

Di fronte a questa paralisi, l'associazione di categoria boccia senza appello la logica dei tamponamenti emergenziali «di giorno in giorno» e chiama in causa la triade istituzionale composta da Assemblea territoriale idrica (Ati), gestore del servizio e Regione Siciliana, ai quali si richiede un intervento immediato per stabilizzare i flussi.

Ma il tiro viene alzato soprattutto nei confronti delle istituzioni locali. Confcommercio sollecita l'apertura immediata di un tavolo di crisi permanente che coinvolga le rappresentanze d'impresa, denunciando al contempo la inazione delle autorità cittadine. Dal Municipio, secondo Di Fazio, arriverebbero infatti soltanto «un silenzio assordante e un'inerzia inaccettabile». Senza risposte rapide e tangibili a tutela del diritto al lavoro, il rischio espresso dal settore commerciale è quello di dover ricorrere a decisioni drammatiche, con conseguenze devastanti sulla tenuta sociale ed economica dell'intera comunità.