la sentenza
Schiacciata dai debiti dopo il Covid e la malattia: il Tribunale di Agrigento cancella 219mila euro a una donna
Il giudice ha riconosciuto l'inesigibilità dei debiti e l'assenza di frode, liberandola da ogni pendenza
Aprire un’attività nel momento peggiore della storia recente, vederla travolgere dalla morsa della pandemia e poi crollare sotto il peso di una grave patologia. È la parabola drammatica vissuta da una cittadina agrigentina che, finita in uno stato di profonda sofferenza finanziaria per cause del tutto indipendenti dalla sua volontà, ha visto la propria vita paralizzata da un debito monster da oltre 219.000 euro.
Una spirale da cui sembrava impossibile uscire, ma che ha trovato una svolta decisiva nelle aule di giustizia del capoluogo. Con un decreto a firma del giudice Giuseppe Guarino, il Tribunale di Agrigento ha stabilito l'azzeramento totale delle pendenze pregresse, riconoscendo alla donna il diritto a una «seconda occasione».
Un verdetto reso possibile dal lavoro di squadra della difesa: la ricorrente è stata infatti assistita dall'avvocata Rosaria Puccio e affiancata da Cristina Zicari, gestore della crisi nominata dall'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Nel corso dell'istruttoria è emerso un quadro chiaro e privo di qualunque ombra: la donna non possedeva beni immobili e l'unica entrata su cui poteva contare era una pensione di reversibilità, peraltro al di sotto della soglia minima fissata dalla legge.
A fronte dell'assenza di condotte fraudolente o colpevoli, il magistrato ha accertato la completa inesigibilità dei crediti. Impossibilitata a saldare i debiti tanto nel presente quanto nel futuro, la donna si è vista restituire non soltanto la libertà finanziaria, ma soprattutto la dignità personale e la possibilità di guardare al domani con serenità.