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emergenza roghi

Incendi ad Agrigento, il Comune chiama a raccolta le associazioni: al via il tavolo di crisi con gli ambientalisti

L'assessore Riccobene convoca le sigle della tutela ambientale per creare una rete di sorveglianza contro i roghi dolosi

23 Luglio 2026, 10:36

10:40

Incendi ad Agrigento, il Comune chiama a raccolta le associazioni: al via il tavolo di crisi con gli ambientalisti

Fare fronte comune contro gli incendi dolosi che stanno distruggendo il patrimonio verde della città, rivolgendosi alla collaborazione dei volontari delle associazioni ambientaliste. È questa la proposta che arriva dall’assessore Giuseppe Riccobene, che, cogliendo l’invito giunto dal Conalpa ha invitato tutte le sigle che si occupano di tutela della natura (Fai, Italia Nostra, Legambiente, Mareamico e Plastic Free, ma l’elenco potrebbe essere ampliato) ad un incontro che si terrà domani, 23 luglio, nella sala Giunta. L’idea è quella di creare una struttura che possa occuparsi concretamente delle attività di segnalazione dei potenziali rischi o dei primi focolai, in modo da ridurre i danni al patrimonio.

Proprio il Conalpa, dopo i roghi sviluppatisi lo scorso 20 luglio nell’area di San Calogero Bianco e a ridosso della statale 640, aveva lanciato un appello affinché la magistratura indagasse sull’innesco in tre diversi punti contemporaneamente di altrettanti incendi nella stessa area, chiedendo inoltre maggiore sorveglianza e un piano urgente di ripristino della vegetazione danneggiata, con il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste del territorio.

La convocazione arriva in giorni durissimi per la provincia di Agrigento sia per le notizie che arrivano dalla zona della Quisquina che per i roghi consumatisi in questi giorni in varie parti della città. L’ultimo, in ordine di tempo, ha divorato il Parco dell’Addolorata. I danni, da quello che afferma il sindaco di Agrigento Michele Sodano sarebbero limitati: «La situazione – diceva ieri mattina - non è disastrosa come avevamo temuto, perché gli incendi che hanno interessato l’area hanno coinvolto prevalentemente sterpaglie. I Vigili del Fuoco sono ancora al lavoro e, per rafforzare le operazioni di spegnimento, ho disposto l’invio di un mezzo della nostra Protezione Civile comunale per intervenire sui focolai ancora presenti nell’area. Scongiurata la catastrofe, questo deve essere il momento della responsabilità e della visione per i prossimi decenni. Agrigento possiede un patrimonio arboreo e naturalistico di straordinario valore che abbiamo il dovere di tutelare, valorizzare e consegnare alle future generazioni. Per quanto riguarda il Parco Icori e l’area boschiva di Fondacazzo, da oggi deve nascere una collaborazione concreta tra amministrazione, associazioni e cittadini. Questi luoghi non possono più essere chiusi, né diventare ricettacolo di degrado e di rifiuti. Devono tornare a essere luoghi di vita, di famiglie, di sport, di socialità e di bellezza. Curare il nostro territorio significa costruire il futuro di Agrigento, questo è l’impegno che dobbiamo assumerci insieme».

Tutto bello, chiaramente, ma nemmeno un rigo sul fatto che, come noto, si tratta di una struttura pubblica e di proprietà del Comune e di Palazzo dei Giganti spettava procedere alla pulizia e alla realizzazione quantomeno dei viali parafuoco.