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Imprese in salute nell'Agrigentino: nel secondo trimestre +172 aziende e performance sopra la media regionale

Nel secondo trimestre del 2026 si registrano 477 iscrizioni. Bene anche l'artigianato con un saldo positivo di 32 attività

23 Luglio 2026, 14:50

15:00

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Il tessuto economico della provincia di Agrigento non solo resiste, ma accelera e supera i ritmi del resto della regione. A fotografare questo momento di vivacità sono i dati Movimprese relativi al secondo trimestre 2026, elaborati da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle Imprese. Nel periodo considerato si contano ben 477 nuove iscrizioni a fronte di 305 cessazioni, per un saldo ampiamente positivo di 172 nuove attività e un tasso di crescita dello 0,43%.

A fare da traino è anche il settore dell'artigianato, vera e propria colonna portante dell'economia locale, che chiude il trimestre con un bilancio incoraggiante: 88 iscrizioni, 56 cessazioni e un saldo attivo di 32 imprese (+0,57%).

Nel panorama isolano, l'Agrigentino stacca la media siciliana (ferma allo 0,36%) e si posiziona nettamente davanti a territori storicamente competitivi come Trapani (0,39%), Catania (0,41%), Palermo (0,44%), Messina (0,29%), Siracusa (0,25%), Ragusa (0,22%), Caltanissetta (0,33%) ed Enna (0,14%). Una dinamica che certifica una spiccata propensione all'autoimprenditorialità e all'investimento sul territorio.

Soddisfazione è stata espressa da Giuseppe Termine, commissario straordinario della Camera di Commercio di Agrigento: «I dati confermano la capacità di tenuta e reazione del nostro sistema produttivo. Il saldo positivo testimonia la volontà degli imprenditori di scommettere sul territorio nonostante le difficoltà generali. Il risultato dell'artigianato è un segnale forte che ci spinge a potenziare i servizi di supporto, dalla transizione digitale a quella ecologica».

«La crescita delle aziende è un indicatore diretto di fiducia nel futuro – conclude Termine – ed è su questa base che lavoreremo per attrarre investimenti, valorizzare le filiere locali e creare nuove opportunità di lavoro per i giovani».