attacco frontale
Acqua, il Comune diffida Aica e minaccia denunce e sanzioni
Cantieri abbandonati, scavi abusivi e perdite mai riparate: l'amministrazione Sodano fissa l'ultimatum e ipotizza il danno erariale
Il Comune di Agrigento va alla guerra contro Aica. A distanza di qualche settimana da una precedente diffida nella quale si indicava la presenza di innumerevoli segnalazioni di rotture idriche mai riparate, oggi Palazzo dei Giganti ha stabilito la linea dura: in assenza di un immediato riscontro e della sistemazione dei cantieri aperti, l'Ente applicherà le sanzioni amministrative e da Codice della Strada per manomissione non autorizzata ed incauta custodia della sede stradale contro il gestore e procederà anche in sede penale per accertare le responsabilità in sede civile, penale, amministrativa e valutare la sussistenza di un danno erariale.
Tutto è contenuto in un documento firmato dal sindaco Michele Sodano, dall’assessore ai Rapporti con il gestore del servizio idrico Giuseppe Riccobene, dall'assessore ai Lavori Pubblici Maria Miccichè, dall'assessore alla Trasparenza Giovanni Crosta e dal dirigente del settore VI Lavori Pubblici.
Il fulcro del contendere risiede nei pesanti ritardi nell'esecuzione delle riparazioni alle reti idriche e fognarie. Si tratta di criticità che riguardano guasti recenti ma soprattutto interventi già oggetto di precedenti e reiterate diffide inviate dal Comune e inottemperate. Nel testo, i vertici comunali ricordano come l'assenza di interventi idonei ad arginare le perdite d'acqua fosse già stata ampiamente e preventivamente contestata al gestore, evidenziando una condotta reiterata che danneggia la gestione della risorsa idrica.
La nota trasmessa alla società, alla Prefettura ed all'Ati, articola nel dettaglio le contestazioni avanzate: l'esecuzione di scavi e manomissioni del suolo pubblico in assenza di comunicazione preventiva agli uffici tecnici ed alla Polizia Locale; i ripristini del manto stradale omessi, parziali o non conformi, con cantieri abbandonati, transennature pericolose o riempimenti provvisori inadeguati e fuori da ogni regola d'arte; e la mancata o difforme installazione della segnaletica di cantiere prevista dal Codice della Strada.
Questo modus operandi genera gravi rischi per l'incolumità pubblica e la circolazione, provocando ingenti danni alle infrastrutture comunali. Per questa ragione l'amministrazione impone prescrizioni inderogabili: riparazione urgente delle perdite pendenti, comunicazione formale preventiva prima dell'avvio di ogni cantiere (o entro due ore via PEC per le emergenze) indicando la ditta esecutrice, delimitazione a norma dell'area di scavo e ripristino della sede stradale tramite scarifica e posa di conglomerato bituminoso a caldo.