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l'inchiesta

Petardo ad alto impatto allo stadio: Daspo di 5 anni per un tifoso dell'Akragas

Firma obbligatoria in Questura ad ogni partita: l'uomo è stato incastrato dai video della Polizia Scientifica

30 Luglio 2026, 05:15

05:20

Petardo ad alto impatto allo stadio: Daspo di 5 anni per un tifoso dell'Akragas

Un quarantenne agrigentino, tifoso dell’Akragas, è indagato del reato di lancio di materiale pericoloso in occasione di una manifestazione sportiva.

Al termine dell’incontro di calcio tra Akragas SlP e Gymnica Scordia, valevole per il campionato di Promozione, svoltosi allo stadio “Totò Russo” di Aragona lo scorso 9 maggio, avrebbe lanciato sulla pavimentazione della tribuna un artefatto pirotecnico di tipo petardo dal forte impatto acustico, simile al “botto” di una bomba, e caratterizzato da una rilevante capacità detonante tale da creare un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica nonché per l’incolumità degli spettatori e del personale impiegato nel servizio di ordine pubblico.

L’uomo è stato sottoposto a interrogatorio, l’altra mattina, negli uffici della Digos alla Questura di Agrigento, su delega del procuratore Giovanni Di Leo.

Difeso dall’avvocato Monica Malogioglio ha cercato di chiarire la sua posizione. L’esame, con tanto di visione delle immagini girate quel pomeriggio dalla polizia Scientifica, è durato poco meno di tre ore.

«Normativa da rivedere e non aderente al caso ma farò ricorso – dice l’avvocato Malogioglio – perché il petardo non è stato lanciato in campo, ma a partita finita, nella stessa tribuna, e quando il pubblico si era allontanato dagli spalti».

Il quarantenne, noto alle forze dell’ordine, è stato anche sottoposto al Daspo, firmato dal questore Tommaso Palumbo. Il provvedimento della durata di 5 anni, impone l’obbligo di firma alla caserma Anghelone della Polizia di Stato in via Crispi durante lo svolgimento di tutte le partite dell’Akragas al decimo di ogni tempo per le gare giocate in casa e al quarantesimo del solo primo tempo per le partite giocate in trasferta.

L’indagato è ritenuto «pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica con particolare riferimento alle manifestazioni sportive avendo tenuto una condotta evidentemente finalizzata alla partecipazione attiva ed episodi di violenza, minaccia o di intimidazione».