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Segnalazioni e diffide

Caos acqua ad Agrigento, la denuncia dell'Adusbef: "Turni idrici saltati e disparità tra i quartieri, pronti alla class action"

Il delegato Gaspare Di Maria scrive all'amministrazione: "Gestione parziale e priva di logica"

10 Agosto 2026, 11:20

11:31

«Acqua non depurata e più "salata"»

L'emergenza idrica ad Agrigento continua ad accendere la protesta dei cittadini e delle associazioni dei consumatori, costretti a fare i conti non solo con la scarsezza delle risorse, ma anche con una gestione dei turni considerata inefficiente e palesemente parziale. A farsi portavoce del disagio è l'Adusbef di Agrigento che, attraverso il suo delegato Gaspare Di Maria, ha inviato un secondo e sollecito sollecito al Comune chiedendo un intervento immediato sulla condotta dell'AICA (Azienda Idrica Comuni Agrigentini).

Sotto la lente d'ingrandimento dell'associazione c'è la costante violazione dei calendari di erogazione e il mancato rispetto dei principi di uguaglianza ed equa distribuzione della Risorsa idrica. "La distribuzione effettuata da AICA è assolutamente parziale e priva di ogni logica", accusa Di Maria nella missiva indirizzata all'amministrazione comunale. Secondo le segnalazioni raccolte, in diverse zone della città i turni pubblicati ufficialmente si rivelerebbero inveritieri: arrivati in prossimità della data prevista (con frequenza ormai settimanale o persino bisettimanale), l'erogazione viene regolarmente rinviata.

Esempio emblematico di questo disservizio è la situazione registrata in via Giovanni XXIII. In questo snodo cittadino, dove insistono abitazioni civili, esercizi commerciali e studi medici, il turno di distribuzione previsto per lunedì 10 agosto è stato annullato, dopo che già la precedente erogazione di giovedì 6 agosto era saltata. Una continuità nei disservizi che sta mettendo a dura prova la tenuta quotidiana di famiglie e attività economiche.

L'Adusbef ricorda come il Comune di Agrigento, in qualità di socio dell'ATI (Assemblea Territoriale Idrica), disponga di tutti gli strumenti statutari necessari per vigilare, chiedere conto delle disparità tra i diversi quartieri e sanzionare la condotta del gestore. Ma l'azione dell'associazione non si fermerà alle sole rimostranze istituzionali: i vertici nazionali Adusbef sono già stati informati per avviare con urgenza una class action collettiva finalizzata al risarcimento dei danni subiti dai cittadini e dalle imprese agrigentine, sulla scorta di quanto già realizzato in passate battaglie legali di rilievo nazionale.