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Addio alla Fondazione Agrigento 2025: ma dentro lo "scrigno" potrebbe non esserci il tesoretto

Il sindaco Michele Sodano spinge per chiudere la Fondazione Agrigento 2025 ed evitare nuove spese. Carte alla mano, l'avanzo di bilancio è solo un dato contabile e non denaro fresco per le casse comunali

10 Agosto 2026, 12:20

12:30

Francobollo Agrigento capitale della cultura

Francobollo Agrigento capitale della cultura

Fondazione Agrigento 2025, forse è giunta l’ora dello scioglimento. Ma dentro lo “scrigno” potrebbe non esserci il tesoretto che qualcuno spera.

Dopo mesi di rinvii (il punto per la fine anticipata dell’ente era stato addirittura calendarizzato con la precedente Amministrazione comunale) potrebbe giungere ad una conclusione l’iter che toglierà la spina alla fondazione pubblica creata per gestire l’anno (horribilis) di Capitale della Cultura. Un ente che, si ricorderà, in realtà era stato fondato da Comune di Agrigento, Comune di Lampedusa e Ecua per durare ancora alcuni anni, ma di cui si è decisa la fine anticipata al 30 giugno scorso, data a partire dalla quale sono sospese tutte le attività ordinarie e sono stati cessati tutti i contratti. Una sorta di “letargo” in attesa che i soci, quindi gli enti pubblici sopra elencati, decidessero il da farsi. Lo stop era stato deciso a fine novembre del 2025 dai soci prendendo atto che le risorse finanziarie disponibili risultavano inferiori alle previsioni del programma e che, per proseguire l'attività fino alla scadenza naturale dello statuto fissata al 2028, sarebbe stato necessario reperire ulteriori fondi.

Dopo una prima resistenza da parte di aula “Sollano”, grazie ad un incontro con i capigruppo avuto dal sindaco Michele Sodano pare vi sia la disponibilità di massima dei consiglieri di centrodestra (che sono numericamente la maggioranza) di votare favorevolmente lo scioglimento, ascoltando però prima in Consiglio qualche esponente della Fondazione per chiarire bene la situazione dell’ente. Martedì si dovrebbe sapere la data, che potrebbe essere comunque entro fine mese: ad aver fretta è soprattutto il primo cittadino, che punta ad arrestare ogni spesa di funzionamento della Fondazione (per quanto limitatissima) e soprattutto per mettere nelle casse dell’ente i 400mila euro di avanzo di amministrazione che il bilancio 2026 dell’istituzione indica nel bilancio.

Una somma che però non sarebbe esattamente “cash”. A dirlo è una relazione del collegio dei revisori dei conti del Comune che, fornendo parere favorevole alla delibera di liquidazione, fa il punto sulla situazione contabile dell'ente. A fronte di un totale di attività pari a 724.333,89 euro, la Fondazione registra passività per complessivi 761.955,72 euro, determinando una perdita d'esercizio per il periodo pari a 37.621,83 euro, in contrasto con l'utile di 5.101,00 euro rilevato al 31 dicembre 2025. Nel dettaglio della massa debitoria figurano 550.481,78 euro verso fornitori, 62.309,37 euro di debiti tributari, oltre a pendenze verso istituti previdenziali e debiti verso i soci fondatori per finanziamenti pari a 267.099,46 euro. Dal prospetto della convenzione tra il Comune e l'ente emerge inoltre una differenza di 316.619,89 euro tra gli impegni assunti dal Municipio e le erogazioni effettivamente eseguite a fine 2025, mentre l'economia di spesa complessiva risulta di 402.447,46 euro, inclusi 29.561,80 euro da liquidazione progetti. Nel testo dell'organo di controllo si sottolinea che "la conclusione anticipata dell'attività della Fondazione, una volta esaurito il programma per il quale era stata costituita, appare coerente con i principi di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica". Il via libera del Collegio è accompagnato da cinque specifiche raccomandazioni prescritte nella relazione tra cui una puntuale rendicontazione e un piano di liquidazione delle risorse residue, ma anche un aggiornamento puntuale al Consiglio dello stato di avanzamento della procedura.

Ma quindi, i soldi ci sono o no? A leggere le carte, sembra proprio di no: quei 402 mila euro sono un dato contabile di minore spesa/risparmio rispetto alle previsioni di programma iniziali, non denaro liquido giacente sul conto. La liquidità che man mano entrerà (come i trasferimenti ancora dovuti dal Comune) servirà prioritariamente a coprire la massa debitoria esistente verso fornitori, Fisco ed enti previdenziali durante la procedura di liquidazione guidata dal liquidatore. Altro che fondi per l’estate agrigentina e la raccolta dei rifiuti.