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Flussi in calo e trasferimenti record a Lampedusa, il sindaco Mannino: "Invertita la rotta, la gestione ora è strutturale"
Dai 100mila arrivi del 2023 ai 9mila di quest'anno. Il primo cittadino promuove la sinergia con il Viminale ma chiede risposte sui relitti delle barche
I dati tracciano il contorno di un cambio di passo netto e inequivocabile: la pressione migratoria sulle isole Pelagie registra una contrazione drastica rispetto ai picchi del recente passato. A tracciare il bilancio è il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, che sottolinea come la strategia messa in campo a partire dal punto di svolta del settembre 2023 stia producendo risultati tangibili sul territorio.
Le cifre della Prefettura e del Viminale confermano il trend: dai 100.938 arrivi nel 2023, si è passati ai 45.882 del 2024 e ai 49.687 dello scorso anno, fino al dato odierno che attesta a 9.248 il numero complessivo di persone sbarcate sull'isola. "I numeri parlano chiaro", commenta il primo cittadino, evidenziando come la cooperazione istituzionale tra l'amministrazione comunale e il Ministero dell'Interno abbia consentito di superare la logica dell'emergenza permanente in favore di una governance strutturata e ordinata.
A fare la differenza nel nuovo assetto gestionale sono i tempi di svuotamento della struttura di prima accoglienza in contrada Imbriacola. I trasferimenti verso la terraferma avvengono con rapidità costante, evitando i sovraffollamenti critici che in passato vedevano migliaia di persone stazionare per giorni nell'hotspot. Un contributo determinante deriva dalla conduzione logistica affidata alla Croce Rossa Italiana, unitamente all'integrazione dei servizi sanitari territoriali realizzati in sinergia con l'ASP di Palermo, tra cui l'attivazione dell'ambulatorio mobile di ginecologia e il potenziamento dei presidi pediatrici.
Nonostante il quadro ampiamente positivo, la comunità locale — che negli anni ha sostenuto notevoli sacrifici per garantire l'accoglienza — attende la risoluzione degli ultimi nodi aperti. Restano infatti da perfezionare alcuni aspetti operativi con la Prefettura di Agrigento e, soprattutto, va affrontata con urgenza la rimozione e lo smaltimento dei relitti delle imbarcazioni affondate lungo la linea di costa, i cui resti continuano a depositarsi sul litorale isolano.