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il bilancio

Crisi idrica ad Agrigento, la regia del prefetto sblocca i fondi: "Ora soluzioni definitive"

Dietro il finanziamento regionale delle 7 autobotti c'è il lungo lavoro dei tavoli tecnici. L'appello delle istituzioni: "L'emergenza non si risolve così"

11 Agosto 2026, 14:36

14:40

caccamo salvatore

Salvatore Caccamo, prefetto di Agrigento

Sul fronte dell’emergenza idrica che continua ad affliggere la provincia di Agrigento, l’attenzione si sposta ora sul valore politico e strategico del percorso che ha portato allo sblocco delle risorse regionali. Dopo la notizia del finanziamento concesso dalla Regione Siciliana all'Ati per l'acquisto di sette nuove autobotti, i dettagli emersi dalle ultime comunicazioni ufficiali accendono i riflettori sul delicato lavoro di mediazione svolto al Palazzo del Governo e sulle prossime sfide che attendono il territorio.

L'arrivo dei nuovi mezzi destinati ad Aica per potenziare il servizio di distribuzione sostitutivo è infatti l'esito di un lungo e articolato confronto maturato nel corso dei numerosi tavoli tecnici presieduti dal prefetto di Agrigento. In quelle sedi, istituzioni locali, enti d'ambito e gestori hanno messo a nudo le criticità di una rete al collasso e le quotidiane sofferenze dei cittadini, individuando nella sinergia istituzionale l'unica strada percorribile per ottenere interventi immediati.

Le nuove autobotti permetteranno al gestore del servizio idrico di aumentare la propria capacità operativa e intervenire con maggiore tempestività nei comuni più esposti al deficit idrico. Tuttavia, la diplomazia territoriale non intende abbassare la guardia. A richiamare tutti al senso di responsabilità è lo stesso prefetto di Agrigento, che pur esprimendo soddisfazione per il traguardo raggiunto, traccia con chiarezza la rotta per il futuro.

"Il risultato ottenuto è il frutto di un lavoro portato avanti con determinazione e continuità attraverso i tavoli convocati in Prefettura", ha sottolineato il rappresentante del Governo. "È stato fondamentale mantenere costante il confronto tra i soggetti coinvolti e ricercare soluzioni condivise. Ma l'acquisto delle sette autobotti rappresenta un passo avanti, non un punto di arrivo. Occorre continuare a lavorare insieme, mantenendo alta l'attenzione sulle criticità del sistema e mettendo in campo ogni iniziativa utile per garantire agli utenti un servizio finalmente adeguato". Un monito chiaro: il potenziamento dei soccorsi su gomma è una boccata d'ossigeno indispensabile, ma la partita per la stabilità idrica dell'Agrigentino rimane apertissima.