Sostituzione di persona
Rubata l’identità social a un noto esponente politico agrigentino: scatta la denuncia ai carabinieri
Aperta un'indagine per sostituzione di persona: gli inquirenti cercano di capire se l'obiettivo fosse recare un danno d'immagine
L'ultimo in ordine di tempo a cadere nella “rete” di un ignoto malintenzionato è un noto esponente della politica agrigentina.
Stiamo parlando di sostituzione di persona, spesso accompagnato dal furto di identità, ritenuto uno dei reati più diffusi sul web.
Una trentina quelli denunciati nell'anno in corso ad Agrigento e provincia (un dato in media dell'anno passato). Le vittime sono più donne che uomini.
Quasi sempre dietro c'è un amico, un conoscente, un ex fidanzato o marito, uno spasimante respinto, un concorrente di lavoro.
Gli autori che si macchiano di questo reato lo fanno soprattutto per vendetta, oppure per invidia, altri per il solo gusto di ridere o per gioco (un brutto gioco), infine, esiste anche una sparuta percentuale di stalker.
Non è ancora chiaro il motivo che ha spinto qualcuno a fingersi di essere il politico agrigentino. Quest’ultimo dopo la scoperta si è presentato ai carabinieri della Stazione di Agrigento dove ha formalizzato la denuncia a carico di ignoti.
Chi ha agito lo ha fatto forse per ottenere un vantaggio o recare un danno. I militari dell’Arma hanno avviato le indagini per cercare di risalire al responsabile che rischia la denuncia, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica, per l’ipotesi di reato di sostituzione di persona. Reato spesso collegato al furto di identità.
Succede soprattutto sui social, dove un soggetto ignote apre un falso profilo, utilizzando il nome e cognome di un'altra persona, accompagnato da una o più foto, rubate dal vero profilo.
Ma ci sono anche quelli, che conoscendo la password della vittima di turno, entrano nel profilo e cambiano la chiave di accesso diventano proprietari del profilo stesso.
A volte pubblicano foto o scrivono frasi volgari e insulti, oppure contattano amici in comune, magari per screditare quella persona. Tutto questo, naturalmente, fingendosi chiaramente il legittimo proprietario del profilo.
Non c'è una categoria più appetibile dell'altra. Impiegati, liberi professionisti, commesse, casalinghe, belle ragazze, ma anche donne oltre cinquant'anni.
Non mancano anche casi di accessi abusivi, e tanti si ritrovano con profili cambiati, notizie cancellate e commenti inseriti pur non avendo avuto accesso al social network. O ancora molti si ritrovano sui social pur non avendo mai avuto un profilo.