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Turisti in provincia di Agrigento, Sciacca conquista il primato dei soggiorni ma esplode la polemica

Esultano il sindaco Termine e la giunta saccense, ma Federalberghi frena gli entusiasmi: "Basta campanilismo, serve fare rete"

13 Agosto 2026, 10:38

10:40

Turisti in provincia di Agrigento, Sciacca conquista il primato dei soggiorni ma esplode la polemica

Franco Picarella e Fabio Termine

Sciacca esulta per il primato provinciale nella classifica Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi nel 2025, ma da Agrigento ammoniscono gli amministratori saccensi per questo trionfalismo che crea una contrapposizione tra Comuni che non fa bene alla crescita del turismo in provincia.

I numeri parlano chiaro: con 514.897 presenze registrate nel 2025, Sciacca si colloca al primo posto nella classifica Istat riferita al movimento dei clienti negli esercizi ricettivi tra i Comuni della provincia. Seguono Agrigento, con 412.823 presenze, e Lampedusa e Linosa, con 261.677. Un dato che usufruisce della presenza in città delle strutture che promuovono pacchetti cosiddetti “hotel club”, con permanenze settimanali o anche più. Agrigento ha un numero di arrivi superiore di circa tre volte quelli di Sciacca, ma circa 100.000 presenze in meno. Il capoluogo ha un numero più elevato di posti letto, ma non offre ai clienti le formule club, pur godendo ogni anno di oltre un milione di visitatori alla Valle dei Templi. A Sciacca si arriva invece per restare.

«Un risultato» – rilevano gli amministratori saccensei – «che conferma il ruolo di Sciacca come una delle principali destinazioni turistiche del territorio e che premia un lavoro di promozione portato avanti negli ultimi anni, insieme alla crescita e alla qualificazione dell'offerta turistica cittadina».

Franco Picarella, operatore alberghiero del capoluogo e rappresentante provinciale di Federalberghi, pur manifestando grande apprezzamento per i numeri che riguardano Sciacca, sottolinea con tono critico l'atteggiamento degli amministratori comunali saccensi: «C'è da fare ovviamente un'analisi della tipologia dell'offerta turistica territoriale – il capoluogo non usufruisce dei soggiorni settimanali che a Sciacca strutture come Verdura Resort e Mangia's offrono alla clientela. Mi dispiace – aggiunge – che si esulti confermando questa eterna contrapposizione di un Comune rispetto ad un altro. La provincia di Agrigento offre ai visitatori un’ampia fascia di ospitalità, con mare, arte, storia, cultura e artigianato. Occorre fare rete per ottenere tutti il massimo da queste ricchezze. Purtroppo c'è ancora molta strada da fare per parlare come territorio e non di singole città. Un turista quando viene in provincia è di tutti. Le presenze a Sciacca, Agrigento e in ogni altro centro, sono di tutti, non dobbiamo avere i compartimenti stagni».

Ciò che dice Picarella è giusto, ma forse tocca alle istituzioni assumere il ruolo di collante del sistema turistico. Aspetto, questo, che né l'ex Provincia, né l'attuale Libero Consorzio, hanno mai fatto in modo coordinato, lasciando ai Comuni il compito di gestire il comparto in modo individuale, vendendo il proprio e non pensando mai ad una proposta territoriale.

Ed il dato Istat è ancora più clamoroso se si pensa che, sempre nell'anno 2025, la città di Agrigento ha potuto fregiarsi del titolo di “Capitale italiana della cultura”. A conti fatti, del titolo ne ha beneficiato più il territorio che la città capoluogo.

Intanto, a Sciacca festeggiano: «È un dato che ci rende orgogliosi» – dichiara il sindaco Fabio Termine«perché racconta una città che sta crescendo nella propria capacità di attrarre visitatori. Essere primi in provincia per presenze turistiche non è un risultato casuale, ma il frutto di un sistema che lavora insieme. Ringrazio gli operatori turistici, gli albergatori, le strutture extralberghiere, i ristoratori, i commercianti e tutti coloro che ogni giorno accolgono chi sceglie Sciacca».