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Il caso

Maddalusa, 103 giorni senz'acqua: famiglie in fila alla fontana e rabbia per i rubinetti a secco

Ad Agrigento case abusive escluse dal servizio idrico: è scontro tra necessità umane e vincoli urbanistici

19 Agosto 2026, 17:19

17:20

Maddalusa senza acqua da tre mesi: manifestazione al Comune di Agrigento e pressing su AICA

Da 103 giorni senz'acqua corrente nelle case. Questa la situazione di Maddalusa, quartiere balneare di Agrigento, parzialmente abusivo.

I rubinetti sono rimasti a secco con la cessazione, lo scorso 9 maggio, dello stato d’emergenza idrica in Sicilia proclamato nel 2024. Da quel momento gli abitanti delle abitazioni abusive e insanabili, edificate circa quarant’anni fa nella zona «A» del Parco archeologico della Valle dei Templi, area sottoposta a inedificabilità assoluta, non hanno più potuto usufruire del rifornimento tramite autobotti.

Gli immobili privi di regolarità urbanistica non possono stipulare un contratto con il gestore del servizio idrico e, in assenza di tale rapporto, non hanno diritto al servizio sostitutivo mediante autocisterne.

Secondo il procuratore di Agrigento, Giovanni Di Leo, che ha richiamato i dati forniti dall’assessore regionale, gli immobili irregolari sono complessivamente 364. «Non si può parlare di migliaia di persone senza acqua – ha detto il capo dei pm –, anche ammesso che ci siano famiglie di 6 persone, non arriveremo mai a quelle cifre».

Nel frattempo, da oltre tre mesi, non si interrompe il via vai alla fontana pubblica di Bonamorone: famiglie intere fanno la spola per riempire bidoni e taniche. A Ferragosto, sotto il sole, una cinquantina di persone erano in fila, con il ventaglio in una mano e il contenitore nell’altra, in attesa del proprio turno.

La rabbia dei residenti è esplosa: «Ho visto reportage su Gaza... siamo noi i veri Gaza», ha gridato un’agrigentina, rivendicando «il bene essenziale dell’acqua». «Un conto è la parte giuridica, un altro quella umana – ha detto una madre in coda a Bonamorone –. Intanto dateci l’acqua, che è un bene essenziale. Il resto poi si risolverà, se ci dovete demolire... demolite!»