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la svolta

Abusivismo ad Agrigento, sigilli in via Fiume Simeto: scatta l'ordinanza di demolizione

Manufatti e tettoie irregolari in un'area a vincolo ambientale e archeologico

25 Agosto 2026, 10:39

10:41

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Qualcuno lo ha chiamato “effetto Di Leo”, facendo riferimento al procuratore capo di Agrigento e alla sua linea di fermezza sul tema delle demolizioni. Si tratta di una rinnovata attenzione, per così dire, da parte del Comune di Agrigento verso le questioni mai affrontate dal punto di vista urbanistico.

Nelle scorse settimane si sono susseguiti infatti diversi dinieghi per pratiche di concessione risalenti anche a 40 anni fa, persone a vincolo dove, comunque, le pratiche stesse non potevano a volte essere presentate.

Anche se non si è effettivamente messo mano alla situazione più spinosa, cioè Maddalusa, tanta efficienza da parte del Comune ha sorpreso persino l’amministrazione e, dicono i malpensanti, potrebbe essere collegata proprio all’attenzione della Procura verso le zone grigie che in questi anni hanno ignorato la problematica abusivismo.

Proprio in questi giorni è stata anche firmata un'ordinanza di demolizione e rimessa in pristino dei luoghi per un lotto di terreno situato in via Fiume Simeto.

La zona interessata ricade in un'area sottoposta a vincoli di salvaguardia ambientale e vincolo sismico del Piano regolatore generale, qualificata come zona di verde agricolo e di interesse archeologico.

L'atto scaturisce dai sopralluoghi effettuati dal personale tecnico comunale con la polizia locale. Nel corso delle ispezioni relative a un procedimento penale incardinato dalla Procura, erano state riscontrate diverse opere abusive: due tettoie, due manufatti prefabbricati e una pavimentazione in ghiaia compattata.

Alcune opere sono state demolite dai proprietari, ma non tutte. Così dopo un mese è scattato un nuovo controllo da parte della polizia locale ed è stata firmata l’ordinanza di rimessa in pristino dei luoghi. Gli interessati avranno la possibilità di presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Sicilia entro sessanta giorni oppure un ricorso straordinario al presidente della Regione entro centoventi giorni.