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corsa contro il tempo

Agrigento, caso scuola "Pirandello": ordine di sgombero dalla Regione e caccia a una nuova sede

La scoperta dell'assessore Eleonora Sciortino: mai affidata la perizia al tecnico e ignorata la nota regionale inviata a Palazzo dei Giganti

29 Agosto 2026, 10:40

10:51

Criticità statiche nelle scuole di Agrigento? Sopralluogo alla Pirandello e vertice in Comune

La scuola Pirandello

Scuola “Pirandello”, il Comune di Agrigento è a caccia di nuovi immobili per trasferire gli studenti o, nel frattempo, che si trovi un “pezzo di carta” che garantisca la sicurezza dell’immobile. La questione è nota: nei mesi scorsi, quando la città era governata dall’amministrazione di Franco Miccichè, scoppiò il “caso” del liceo “Politi”. Dopo le verifiche sismiche condotte dal Libero consorzio risultò infatti che lo stabile, che si trova a due passi dalla già provata via Acrone, avesse ricevuto un punteggio di 0 sul fronte della resistenza ai terremoti. Segno che, appunto, le condizioni dell’immobile non sarebbero state adeguate a garantire la sicurezza degli studenti. L’ex Provincia quindi si attiva e dispone lo spostamento in altri locali, svuotando via via l’edificio del centro città. Rimane la scuola “Pirandello” con il Comune che ritiene necessario un approfondimento per valutare se le analisi condotte dai tecnici del Libero consorzio fossero adeguate. Si annuncia la nomina di uno strutturista perché effettui le verifiche. Poi, il silenzio, le elezioni, il cambio di amministrazione. Questo fino a pochi giorni fa, quando l’assessore all’Edilizia scolastica Eleonora Sciortino scopre due cose: l’incarico al tecnico da parte del Comune non è stato mai affidato e, soprattutto, già a fine aprile la Regione aveva scritto a Palazzo dei Giganti, spiegando che la scuola doveva essere sgomberata e chiusa perché non aveva le condizioni per rimanere aperta. La macchina comunale quindi si rimette in moto: da una parte si procederà a individuare un ingegnere esterno per una perizia che accerti se effettivamente non vi siano le condizioni necessarie da un punto di vista sismico; dall’altra si sta lavorando per cercare una sede alternativa. Scartata, pare, l’idea della scuola “Matteotti” di via Bac Bac, che il Comune stava (e sta?) recuperando dall’Accademia di belle arti “Michelangelo” per canoni non versati.

Intanto il Libero consorzio è al lavoro per provare a recuperare due grandi edifici scolastici oggi chiusi per problemi statici e strutturali. Si tratta, appunto, del liceo “Politi” e dell’ex Ipia “Enrico Fermi” di Calcarelle, chiusa da anni perché realizzata con cemento depotenziato. In entrambi i casi l’idea sarebbe di progettare i lavori di consolidamento che, nel secondo caso, verrebbero realizzati per stralci date le grandi dimensioni del complesso scolastico.