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il paradosso verde

Promessi diecimila alberi: ma nel frattempo senza manutenzione né acqua il patrimonio verde muore

Oggi manca persino un'autobotte per l'acqua non potabile. Gli ambientalisti chiedono interventi urgenti

30 Agosto 2026, 08:26

08:30

autobotte

«Saranno piantati diecimila alberi entro i prossimi cinque anni». Lo ha annunciato nei giorni scorsi il sindaco Michele Sodano, nel contesto della presentazione pubblica del progetto “Naturalmente Agrigento”.

Un piano certamente ambizioso, per dotare la città – che di verde, comunque, ne ha già molto – di nuovi polmoni. Ma fatto un buco e messo a dimora un albero, che succede? Spesso, le cose peggiori. Basta una ricognizione della città per accorgersi che, questa estate, non ha aiutato particolarmente la Agrigento verde, con solo gli alberi più vecchi, che hanno superato tanti anni di sostanziale disinteresse da parte della mano pubblica, che sono sopravvissuti all’ondata di calore e alla relativa siccità.

A mancare, a quanto pare, è oggi qualcuno che, molto semplicemente, pensi ad innaffiare le piante onde evitare che possano morire. Anzi, al momento non vi sarebbe nessuno incaricato di questo compito né, tantomeno, vi sono mezzi destinati allo scopo. Per irrigare, infatti, servirebbe acqua non destinata al consumo umano (quella fornita per esempio dal Consorzio di bonifica o magari recuperata da qualche pozzo comunale non potabile), un’autobotte dedicata, un autista per il mezzo eccetera eccetera. Una “macchina” che nessuno ha pensato di attivare, fin qui, con la conseguenza di un deperimento del patrimonio verde.

Un tema posto sul tavolo nei giorni scorsi anche dalle associazioni ambientaliste durante un incontro avuto al Comune, insieme alla segnalazione dei danni provocati dagli incendi (diffusisi a causa della mancanza di manutenzione, cioè l’eliminazione delle erbacce o almeno la creazione dei tagliafuoco) a palme e alberi presenti in diverse zone della città, dal centro alle periferie.

Insomma, non c’è un piano di manutenzione reale, di tutela attiva e di “protezione” del patrimonio verde attuale, e pensare ad un ampliamento dello stesso appare quantomeno irrealistico. A meno che, ovviamente, l’idea non sia quella di sempre, cioè comprare alberi, metterli a dimora e poi sperare che sopravvivano in qualche modo a condizioni meteo spesso estreme, come il caldo di queste settimane. Perché alla fine ok alla rivoluzione gentile, ma magari un bidone d’acqua è sempre utile e necessario.